video chat

Se non sei ancora iscritto al gruppo arcobaleno invia una mail a adminpaolo58@aiutoalcolistianonimi.it
Amministratore sito Paolo58


 

ACCEDI ALLA CHAT
DEL GRUPPO ARCOBALENO


 

 

facebook



scarica la nostra APP


 


benvenuto

 

A te, nuovo amico, nuova amica

Queste “due righe” di presentazione sono dedicate a te, caro amico, nell'intento di raggiungere la parte più profonda e, forse la più dolente, della solitudine che alberga nell'anima di quasi tutti gli alcolisti.
Noi siamo un gruppo di lavoro, siamo un gruppo di alcolisti che si riuniscono con regolarità, al fine di mantenere la loro sobrietà e di accrescerla, e con lo scopo primario di aiutare altri alcolisti a raggiungere la loro sobrietà. Noi ci riuniamo qui secondo quanto scritto nella quarta tradizione nel 1946, ovvero:
“Due o tre alcolisti qualsiasi che si riuniscano per raggiungere la sobrietà possono chiamarsi un gruppo A.A., purché come gruppo non abbiano nessun'altra affiliazione”.
L'enunciato di questa tradizione, verte esattamente in questo modo: « Quarta Tradizione - Ogni gruppo dovrebbe essere autonomo, tranne che per le questioni riguardanti altri gruppi oppure A,A. nel suo insieme. »
Pertanto, se ti senti finalmente accolto, se avverti la nostra stessa liberatoria sensazione di “essere finalmente giunto a casa”, benvenuto.
Con noi potrai cercare di risolvere quel comune problema che per troppo tempo ha inficiato la nostra esistenza, e lo potrai fare mettendo in pratica il programma che Alcolisti Anonimi ci permette oggi di conoscere e ci suggerisce di adoperare.
In ultimo, ci permettiamo di ricordarti una frase di accoglienza che in Alcolisti Anonimi sentirai sovente: “Se vuoi smettere di bere, benvenuto, il problema è anche nostro; se vuoi continuare a bere… il problema è solo tuo”.
Nella speranza di averti fra noi, ti auguriamo: “Serene ventiquattro ore!”.

 

istruzioni

 

Per accedere alle chat:

- invia una mail all'Amministratore del sito Paolo58 all'indirizzo
adminpaolo58@aiutoalcolistianonimi.it, indicando il tuo nominativo o nickname e la password scelti;
- ti verranno comunicate le tue credenziali di accesso con le quali potrai accedere alle chat;
- l'accesso alle chat è previsto in orari stabiliti durante i quali si svolgeranno le riunioni.


utilizzo sito


Per conoscere le condizioni di utilizzo del sito aiutoalcolistianonimi.it scarica il pdf.

 

argomento mensile

info

Iscrizione:   Proponi nome-utente e password  

Al momento dell'iscrizione l'utente dichiara di aver letto 

ed accettato le condizioni di utilizzo del sito, consultabili 

in Bacheca e nella prima colonna in homepage     
 

Riunioni in chat testuale alle 21:30
in Skype alle 21:30 al martedì e giovedì
 il contatto è "aiutoalcolistianonimi"

← accedi a Skype dalla colonna a sinistra



 Links utili: vedi in Bacheca



 



Dodicesimo Passo (2/6)

   Dodicesimo Passo  

  dal libro "Alcolisti Anonimi" 

"Avendo ottenuto un risveglio spirituale come risultato di questi Passi, abbiamo cercato di portare questo messaggio agli alcolisti e di mettere in pratica questi princìpi in tutte le nostre attività"

 

Di solito le famiglie dovrebbero cercare di non raccontare la vostra storia. Se è possibile, evitate d'incontrare l'alcolista tramite la famiglia, è meglio avvicinarlo attraverso un medico o un'istituzione. Se ha bisogno di essere ricoverato in ospedale sarebbe bene farlo, ma non forzatamente, sempre che non sia un violento. Lasciate che sia il medico, se vorrà, a dirgli che potrebbe offrirgli una via di soluzione.

Quando il vostro uomo starà meglio, il medico potrebbe proporre una vostra visita. Anche se voi avete parlato con la famiglia, lasciatela fuori dal primo colloquio. Così capirà che non si esercita alcuna pressione su di lui. Si renderà conto di potere trattare con voi senza essere infastidito dalla famiglia. Fategli visita quando è ancora agitato. Potrà essere più ricettivo quando è in uno stato di depressione.

Se è possibile incontratelo da solo. Intavolate dapprima una conversazione su argomenti generici. Dopo un po' portate il discorso su qualche argomento attinente al bere. Parlategli delle vostre abitudini di bevitore, dei vostri sintomi e delle vostre esperienze abbastanza diffusamente, in modo da incoraggiarlo a parlare di sé. Se desidera parlare, lasciate che lo faccia, in modo da farvi un'idea più esatta del metodo da adottare. Se non è in vena di parlare, tracciategli un quadro della vostra carriera di bevitore fino al momento in cui avete smesso di bere. Ma non dite nulla, per il momento, di come ciò sia avvenuto. Se è in vena seria, soffermatevi sui disturbi che l'alcol vi ha arrecato, stando attento a non fare una predica o una conferenza. Se è allegro, raccontategli qualche storia comica delle vostre scappate. Spingetelo a raccontarne qualcuna delle sue.

Quando avrà capito che siete un esperto di tutti i trucchi del bevitore, cominciate a descrivervi come un alcolista. Raccontategli come eravate sconcertato e come infine avete capito che eravate malato. Descrivetegli gli sforzi da voi fatti per smettere di bere. Mostrategli i funambolismi mentali che conducono al primo bicchiere di un'ubriacatura. Vi suggeriamo di procedere come abbiamo fatto noi nel capitolo sull'alcolismo. Se è alcolista, vi comprenderà immediatamente. Misurerà la vostra follia di allora con qualcosa che sta accadendo a lui stesso.

Se siete persuaso che egli sia realmente un alcolista, cominciate a insistere sul carattere inguaribile della malattia. Mostrategli come, per vostra propria esperienza, la strana condizione mentale creatasi attorno a quel primo bicchiere impedisca il funzionamento normale della forza di volontà. In questo primo stadio non fate allusione a questo libro, salvo che egli non l'abbia già visto e desideri discuterne. State ben attento a non definirlo un alcolista. Lasciate che tiri da sé le sue conclusioni. Se si ostina a pensare di poter ancora controllarsi nel bere ditegli che può anche darsi che ci riesca, se non è "troppo" alcolista. Ma insistete sul fatto che se è gravemente afflitto da questo male, ci saranno ben poche speranze che possa venirne fuori da sé.

Continuate a parlare dell'alcolismo come di una malattia e di una malattia fatale. Parlate delle condizioni fisiche e mentali che l'accompagnano. Mantenete la sua attenzione centrata sulla vostra personale esperienza. Spiegate come molti, che non si sono resi neppure conto del loro stato, siano condannati. I medici sono giustamente riluttanti a dichiarare tutta la verità ai loro pazienti alcolisti se non serve a raggiungere un buono scopo. Ma voi potete parlargli dell'ineluttabilità dell'alcolismo, perché offrite una soluzione. Ben presto il vostro amico ammetterà di avere molte, se non tutte, le caratteristiche dell'alcolista. Se il suo medico acconsente a informarlo che è un alcolista, tanto meglio. Anche se il vostro protetto non avesse ammesso interamente il suo stato, sarà molto incuriosito di sapere come ce l'avete fatta. Lasciate che ponga lui la domanda, se lo desidera. Raccontategli esattamente quello che vi è successo. Sottolineate liberamente il carattere spirituale. Se egli fosse agnostico o ateo calcate sul fatto che non ha bisogno di concordare con la vostra concezione di Dio; può scegliere qualunque concezione gli piaccia, purché significhi qualcosa per lui. L'importante è che egli sia disposto a credere in un Potere a lui superiore e che viva secondo princìpi spirituali.

Trattando con tale persona è preferibile che voi usiate un linguaggio di tutti i giorni per parlare di princìpi spirituali. Non è bene risvegliare pregiudizi che egli può avere contro certa terminologia o certi concetti teologici su cui può avere già delle idee confuse. Non sollevate tali questioni, quali che siano le vostre convinzioni personali.

 

(da "Alcolisti Anonimi", 7ºcap. "Lavorare con gli altri")



Dodicesimo Passo (1/6)

   Dodicesimo Passo  

  dal libro "Alcolisti Anonimi" 

"Avendo ottenuto un risveglio spirituale come risultato di questi Passi, abbiamo cercato di portare questo messaggio agli alcolisti e di mettere in pratica questi princìpi in tutte le nostre attività"

L'esperienza di tutti i giorni dimostra che nulla è più efficace a garantire la nostra astinenza dal bere quanto l'intenso lavoro con altri alcolisti. Ciò funziona anche là dove altre attività non riescono. Questo è il nostro dodicesimo suggerimento: portare questo messaggio ad altri alcolisti! Potete essere d'aiuto quando nessun altro lo può. Potete acquistare la loro fiducia quando gli altri non possono. Ricordate che gli alcolisti sono seriamente malati.

La vita acquisterà un significato nuovo. Osservare persone che si riprendono, vederle aiutare altri, notare come la solitudine svanisca, vedere una fratellanza crescere attorno a voi, avere una schiera di amici: è questa un'esperienza di cui non dovete privarvi. Sappiamo che non vorrete privarvene. Il frequente incontro con i nuovi venuti e tra di noi è l'aspetto gioioso della nostra vita.

Forse voi non conoscete nessun bevitore che desideri recuperarsi. Potrete trovarne facilmente domandando a qualche medico, sacerdote o clinica; saranno tutti ben contenti di rispondere alla vostra richiesta. Non cominciate come un evangelizzatore o un riformatore: esistono purtroppo moltissimi pregiudizi e, ridestandoli, vi trovereste in posizione di svantaggio. Sacerdoti e medici sono competenti e, se lo desiderate, potrete apprendere molto da loro, ma è un dato di fatto che per la vostra esperienza di bevitori potete essere utili ad altri alcolisti come nessun altro. Perciò cooperate, non criticate mai. Essere di aiuto è il nostro unico scopo.

Quando scoprite un potenziale alcolista anonimo, cercate di sapere tutto quello che potete sul suo conto. Se non ha intenzione di smettere di bere non perdete tempo a persuaderlo. Potreste sciupare una possibilità futura. Questo consiglio vale anche per la sua famiglia: occorre che abbia pazienza e si renda conto che si ha a che fare con un malato.

Se invece vi è qualche indizio che voglia smettere di bere cercate di avere un buon colloquio con la persona che più si interessa di lui, di solito sua moglie. Fatevi un'idea del suo comportamento, dei suoi problemi, dei suoi precedenti, la gravità del suo stato e delle sue convinzioni religiose. Queste informazioni sono necessarie per potervi mettere al suo posto, per capire come voi vorreste che egli vi avvicinasse se le parti si invertissero.

Qualche volta è saggio aspettare finché prenda una sbornia. La famiglia potrebbe essere contraria a questo modo di fare ma, se egli non è in condizioni fisiche pericolose, è meglio correre questo rischio. Non trattate con lui quando è in uno stato di grande ubriachezza, a meno che non venga alle brutte e la famiglia abbia bisogno del vostro aiuto, Aspettate la fine della sbornia o almeno un lucido intervallo. Allora lasciate che la famiglia o un amico gli domandi se vuole davvero smettere di bere e se sarebbe disposto a fare qualunque cosa pur di riuscirci. Se risponde di sì, allora gli si dovrebbe parlare di voi come di una persona che si è recuperata. Bisognerebbe che dicessero che appartenete a un'associazione di persone che, come parte del proprio personale recupero, cercano di aiutare gli altri e che sareste lieti di parlare con lui, qualora gli facesse piacere vedervi.

Se lui non vuole vedervi, non cercate mai di imporre la vostra presenza. Né la famiglia dovrebbe insistere istericamente con lui perché faccia qualcosa, né parlargli molto di voi. Meglio aspettare la fine della sua prossima sbornia. Potreste forse mettere questo libro dove nel frattempo egli possa vederlo. Qui non si può dare alcuna regola specifica. La famiglia deve decidere in proposito, ma esortatela a non accelerare troppo le cose, perché questo potrebbe compromettere il futuro.

(da "Alcolisti Anonimi", 7ºcap. "Lavorare con gli altri",  p.89-103 )



Undicesimo Passo (3/3)

   Undicesimo Passo 

dal libro "Alcolisti Anonimi" 

 

(...)  Terminiamo di solito la nostra meditazione con una preghiera con la quale domandiamo a Dio che ci faccia conoscere, durante tutta la giornata, quale sia il prossimo passo che dobbiamo fare e che ci conceda ciò di cui abbiamo bisogno per affrontare i nostri problemi. In particolare chiediamo di non essere schiavi del nostro egoismo e staremo attenti a non domandare niente a nostro solo vantaggio. Possiamo anche chiedere qualcosa per noi, purché altri ne traggano beneficio. Facciamo ben attenzione che la nostra preghiera non sia formulata per ottenere la realizzazione dei nostri desideri egoistici. Molti di noi hanno sprecato molto tempo in questo modo; così non si ottiene alcun risultato. Potete facilmente capire voi stessi il perché.

Possiamo chiedere a nostra moglie o ai nostri amici di unirsi a noi nella nostra meditazione del mattino, se le circostanze lo permettono. Se la religione che professiamo richiede espressamente da noi certe preghiere di devozione al mattino, compiamo questo dovere. Se non apparteniamo ad alcuna religione, noi scegliamo qualche volta delle preghiere che sottolineino i princìpi che abbiamo trattato. Ci sono anche molti libri che sono utili. Un prete, un pastore, un rabbino saranno ben lieti di darci dei suggerimenti a questo riguardo. Rendetevi rapidamente conto in che cosa la gente di chiesa abbia ragione. Servitevi pure di ciò che vi offrono.

Durante il giorno, quando siamo agitati o abbiamo dei dubbi, facciamo una pausa e chiediamo un pensiero e un'azione giusti. Ricordiamoci ogni momento che non siamo più noi a dirigere lo spettacolo, ripetendo spesse volte ogni giorno, umilmente: "Sia fatta la Tua volontà!". Allora corriamo certamente molti meno rischi per ciò che concerne i nostri nervi, la paura, la collera, l'inquietudine, l'autocommiserazione e le decisioni affrettate. Diventiamo sempre più delle persone efficienti. Non ci stanchiamo più così facilmente perché non bruciamo più le nostre energie in maniera così pazzesca come facevamo quando tentavamo di organizzare k nostra vita per compiacere noi stessi.

Questo metodo è efficace e lo è realmente.

Noi alcolisti siamo indisciplinati. Allora lasciamo che Dio ci dia disciplina con quel metodo così semplice che abbiamo appena spiegato.

Ma non è tutto. C'è azione e ancora azione. "La fede senza le opere è morta". Il prossimo capitolo è interamente dedicato al Dodicesimo Passo.

 

(dal Grande Libro, cap.6 "All'opera")


 




Arcobaleno

gruppo on-line 

in lingua italiana 
di alcolisti anonimi

 

Riunioni di "terapia" 

21:30 in chat testuale

lunedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica

 
Riunioni di "terapia"

21:30 in videochat Skype 

  martedì, giovedì


 

contatti telefonici 

 

Ricordando quanto sia per noi estremamente importante non isolarci e quanto possa essere di aiuto una telefonata ad un amico AA, si rammenta che la decisione di scambiare numeri telefonici fra membri seguirà il concetto di “libero arbitrio”. Qualora venisse fatto un utilizzo non consono del contatto telefonico questo sito e il gruppo sono esenti da responsabilità


 

Autofinanziamento in Alcolisti Anonimi

 

Chi desidera contribuire per mantenere l’efficienza e la funzionalità di Alcolisti Anonimi Italia, utilizzi le modalità indicate dalla nostra associazione:

coordinate bancarie e c/c postali di A.A.


 

 

 



Il nostro metodo

Capitolo 5

Raramente abbiamo visto una persona che, seguendo il cammino percorso da noi, non sia riuscita a vincere l'alcol. I non recuperabili sono quelli che non possono o non vogliono seguire il nostro semplice Programma, di solito persone che per natura sono incapaci di essere oneste con se stesse. Purtroppo, ci sono casi del genere. Non hanno colpa, perché forse sono nate con questa tendenza, sono per natura incapaci di comprendere e sviluppare un sistema di vita che esiga un'onestà rigorosa. Le loro possibilità di recupero sono limitate. Ci sono anche degli individui che soffrono di qualche grave anomalia psichica ed emotiva, ma molti di questi si salvano se hanno la capacità di essere onesti.

Le nostre storie personali mettono in risalto ciò che eravamo, ciò che ci è successo e quello che siamo ora. Se anche voi volete raggiungere ciò che noi abbiamo e se siete disposti a tutto per ottenere i nostri risultati, allora siete pronti a fare certi passi.

Non li abbiamo accettati tutti subito. Pensavamo di poter trovare una via più facile, più morbida. Ma non ci siamo riusciti. Con tutta l'energia e l'onestà che possediamo, vi imploriamo di essere forti e metodici fin dalle prime tappe di questa risalita. Qualcuno ha cercato di attenersi ai suoi vecchi sistemi e il risultato è stato zero finché non li ha abbandonati...

 

"Alcolisti Anonimi", capitolo 5: "Il nostro metodo"


 



 

tema del giorno

Riflessione 11 dicembre




Riflessione 10 dicembre




Riflessione 9 dicembre




Riflessione 8 dicembre




Riflessione 7 dicembre




Riflessione 6 dicembre




Riflessione 5 dicembre




Le promesse di AA

(...) ritti sulle nostre gambe, senza l'appoggio di nessuno e non ci inchiniamo davanti a nessuno.

Se ci sforziamo di fare bene ciò che è richiesto in questa fase del nostro lavoro, ci meraviglieremo scoprendo di aver completato la metà della nostra opera. Conosceremo una nuova libertà e una nuova felicità. Non ci affliggeremo del passato, ma ci impegneremo a non dimenticarlo mai. Capiremo cosa significhi la parola serenità e conosceremo la pace. Poco importa a quale grado di abiezione siamo scesi, constateremo come la nostra esperienza possa giovare agli altri. Scomparirà ogni idea dell'inutilità della nostra vita e così pure ogni forma di commiserazione di noi stessi. Perderemo l'interesse per i nostri capricci e ci dedicheremo al servizio degli altri. L'egoismo scomparirà. Le nostre idee sulla vita cambieranno come dal giorno alla notte. La paura delle persone e la paura dell'insicurezza economica ci abbandoneranno. Intuiremo come dovremo comportarci di fronte a situazioni che di solito ci sconcertavano. Ci renderemo conto, tutto a un tratto, che Dio fa per noi ciò che noi non riuscivamo a fare da soli.

Sono promesse stravaganti? Noi pensiamo di no. Si realizzano in mezzo a noi, ora rapidamente, ora lentamente. Siamo certi che si attuano, se ci impegniamo alla loro realizzazione. 

Questa riflessione ci conduce al Decimo passo che ci suggerisce (...)

(brano dal Grande Libro, VI.cap., "All'opera", p.82-83)


 




« … »

   » La scoperta più consistente che ho fatto, è che non ho più tempo per fare cose che non voglio fare. «   


 

 




Bella scoperta!

Bella scoperta!