Lugano maggio 2018 Tradizioni

 

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Domenica "prima" e Domenica "dopo"

Domenica, Ottobre 1993

 e

 Domenica, Ottobre 1997



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AA Lazio x "Fuori TG RAI 3"

"Salve Amici vi giro il Link della trasmissione Fuori TG  RAI 3 dalla quale come Area Lazio siamo stati contattati e il comitato esterni insieme ad AAmici di buona volontà si è messo subito all'opera per cogliere una ulteriore occasione per rendere più visibile A.A. Italia. Ringrazio tutti gli AAmici che si sono resi disponibili.

Marco A., coord.Area Lazio"

http://www.tg3.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b0a22c60-cd56-4e47-aaa5-0234639e909c-tg3.html#p=

(vedi servizio su Alcolisti Anonmimi 4:00-6:50)


 






Una ricerca americana afferma che la preghiera aiuta a smettere di bere

http://www.ok-salute.it/psiche-e-cervello/non-riesci-smettere-bere-prega/

 

NON RIESCI A SMETTERE DI BERE? PREGA!  La preghiera aiuta a combattere le dipendenze come l'alcolismo accendendo le regioni del cervello che controllano attenzione ed emozioni. Per esorcizzare il demonio dell’alcolismo bisogna pregare, proprio come fanno gli Alcolisti Anonimi. La preghiera è infatti in grado di stimolare le regioni del cervello che controllano l’attenzione e le emozioni riducendo il desiderio di bere. Lo hanno scoperto gli esperti dell’Università di New York, che pubblicano i risultati dei loro studi sull’American Journal of Drug and Alcohol Abuse. 

L’obiettivo della ricerca era quello di capire perché molte persone che hanno preso parte per lungo tempo alle attività degli Alcolisti Anonimi riescono a perdere l’impulso a bere resistendo più facilmente alle tentazioni. 

Per fare luce sulla questione, i ricercatori hanno selezionato 20 alcolisti anonimi di lungo corso che non toccavano alcol da almeno una settimana (*), e hanno chiesto loro di osservare una serie di immagini “tentatrici” relative al consumo di alcolici: questo dopo aver letto un giornale, oppure dopo aver recitato delle preghiere. Durante l’esperimento, la loro attività cerebrale è stata monitorata attraverso la risonanza magnetica. 

I risultati del test dimostrano che gli alcolisti che pregano avvertono un minore desiderio di bere: gli esiti della risonanza magnetica dimostrano infatti che la preghiera accende specifiche aree del cervello, coinvolte nell’attenzione e nelle emozioni, che potrebbero diventare il bersaglio di nuove strategie terapeutiche per combattere le dipendenze.

(*) Affermazione inverosimile per degli AA "di lungo corso", gli anni di sobrietà erano 14,41 (val.medio), 19,44 gli anni dalla prima entrata in AA, 16,72 gli anni dal risveglio spirituale: "Over one-third (38.9%) of the sample craved alcohol during the week prior to study entry" - Oltre un terzo (38,9%) del campione aveva provato desiderio ossessivo per l'alcol durante la settimana antecedente l'indagine. 

 

 

Approfondimenti:

The American Journal of Drug and Alcohol Abuse: Encompassing All Addictive Disorders

Original Article: An initial fMRI study on neural correlates of prayer in members of Alcoholics Anonymous

http://www.tandfonline.com/doi/full/10.3109/00952990.2016.1141912

 

 






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Articolo su AA, 14 aprile 2016

«Ecco il racconto della mia battaglia contro l'alcolismo» 
Messaggero Veneto, 14 aprile 2014



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12 PASSI

I Dodici Passi

 Primo Passo

“Noi abbiamo ammesso la nostra impotenza di fronte all’alcol e che le nostre vite erano diventate incontrollabili”.

Chi desidera ammettere la propria totale sconfitta? Il riconoscimento della propria impotenza è il primo passo verso la liberazione. Rapporto tra umiltà e sobrietà. Ossessione mentale più allergia fisica. Perché ogni Alcolista Anonimo deve tocca­re il proprio fondo?

Secondo Passo

“Siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi avrebbe potuto riportarci alla ragione”.

In che cosa possiamo credere? A.A. non pretende fede; i Dodici Passi sono soltanto dei suggerimenti. Importanza di una mente aperta. Molteplicità di modi per arrivare alla fede. Sostituzione di A.A. con il Potere superiore. Condizione del disilluso. Osta­coli dell’indifferenza e del pregiudizio. La fede per­duta ritrovata in A.A.. Problemi dell’intellettualismo e dell’autosufficienza. Pensiero negativo e positivo. Ipocrisia. La sfida è una caratteristica predominante degli alcolisti. Il Secondo Passo è un punto fermo per arrivare alla ragione. Giusto rapporto con Dio

Terzo Passo

“Abbiamo preso la decisione di affidare la nostra volontà e le nostre vite alla cura di Dio, come noi possiamo concepirLo".

Il Terzo Passo è come aprire una porta chiusa. Come faremo a far entrare Dio nelle nostre esi­stenze? Buona volontà è la chiave. Dipendenza Co­me strumento per l’indipendenza. Pericoli dell’au­tosufficienza. Affidare la nostra volontà a un Pote­re Superiore. Uso errato della forza di volontà. Sforzo sostenuto e personale necessario per ade­guarsi alla volontà di Dio.

Quarto Passo

“Abbiamo fatto un inventano morale profondo e senza paura di noi stessi”.

Come gli istinti possono eccedere le loro funzioni. Il Quarto Passo è uno sforzo per individuare le nostre debolezze. Problema essenziale degli eccessi negli impulsi istintivi. Un inventano morale fatto in maniera errata può portare a sensi di colpa, manie di grandezza o a colpevolizzare gli altri. Pregi e debo­lezze possono essere annotati insieme. L’autogiusti­ficazione è pericolosa. La buona volontà di fare l’in­ventario reca luce e una nuova fiducia in se stessi. Il Quarto Passo è l’inizio di una pratica da seguire tutta la vita. Sintomi abituali dell’insicurezza emotiva: ansia, collera, autocommiserazione e depressione. L’inventano riesamina i rapporti con gli altri. Impor­tanza della sua accuratezza.

Quinto Passo

“Abbiamo ammesso di fronte a Dio, a noi stessi e a un altro essere umano, la natura esatta dei nostri torti”.

I Dodici Passi sgonfiano l’io. il Quinto Passo è dif­ficile ma è indispensabile alla sobrietà e alla sere­nità. La confessione è un’antica disciplina. Senza una coraggiosa ammissione dei propri difetti pochi potrebbero restare sobri. Che cosa riceviamo dal Quinto Passo? Il principio di una vera affinità con l’uomo e con Dio. Liberarsi dal senso d’isolamento. ricevere perdono e darlo, apprendere l’umiltà, rag­giungere l’onestà e il realismo riguardo a noi stessi. Necessità di una completa onestà. Pericoli della razionalizzazione. Come scegliere la persona con la quale confidarsi. i risultati sono la tranquillità e la consapevolezza di Dio. L’essere un tutt’uno con Dio e con l’uomo ci prepara ai Passi successivo

Sesto Passo

“Eravamo completamente pronti ad accettare che Dio eliminasse tutti questi difetti di carattere”.

Il Sesto Passo è necessario alla crescita spirituale. inizio di un lavoro da fare per tutta la vita. Ricono­scimento della differenza tra lottare per l’obbiettivo e per la perfezione. Perché dobbiamo continuare a tentare. «Essere pronti» è la cosa più importante. Necessità di prendere l’iniziativa. Il rinvio è peri­coloso. La ribellione può essere fatale. Punto in cui abbandoniamo gli obbiettivi limitati e ci spingiamo verso la volontà di Dio nei nostri confronti.

Settimo Passo

“Gli abbiamo chiesto umilmente di eliminare le nostre deficienze”.

Che cos’è l’umiltà? Che cosa può significare per noi ? La grande strada verso la vera libertà dello spirito umano. L’aiuto necessario alla so­pravvivenza. Valore dello sgonfiamento dell’io.
Fallimenti e disgrazie trasformati dall’umiltà. Forza della debolezza. La sofferenza è il prezzo d’ingresso a una nuova vita. La paura egocentrica è il principale attivatore di difetti, il Settimo Passo è mutare atteggiamento: ciò ci permette di uscire da noi stessi verso Dio.

Ottavo Passo

‘‘Abbiamo fatto un elenco di tutte le persone che abbiamo leso e abbiamo deciso di fare ammenda verso tutte loro”.

Questo e o successivo due Passi riguardano i rap­porti personali. Imparare a vivere con gli altri è un’avventura affascinante. Ostacoli: riluttanza a perdonare, non ammissione dei torti verso) gli altri. dimenticare volendo dimenticare. Necessità di un’esauriente verifica del passato. Un intuito più profondo è il risultato e ‘accuratezza. Tipi di danni fatti agli altri. Astensione da giudizi drastici. Assumere una visione obbiettiva. L’Ottavo Passo è il principio della fine dell’isolamento.

Nono Passo

“Abbiamo fatto direttamente ammenda verso tali persone, laddove possibile, tranne quando, così facendo, avremmo potuto recare danno a loro oppure ad altri”.

Una mente calma è la prima condizione per un giudi­zio valido. Nel fare ammenda è importante la scelta del momento giusto. Che cos’è il coraggio? Prudenza significa cogliere le occasioni adatte. Le ammende comincianO quando entriamo in A.A.. La serenità non può essere acquisita a spese di altri. Necessità di discrezione. Prontezza nell’accettare le conseguenze dei nostro passato e nell’assumersi la responsabilità per il benessere degli altri è lo spirito del Nono Passo.

Decimo Passo

“Abbiamo continuato a fare il nostro inventario personale e, quando ci siamo trovati in torto, lo abbiamo subito ammesso”.

Possiamo restare sobri e mantenere l’equilibrio emotivo in tutte le situazioni? L’autoanalisi diventa un’ abitudine. Ammettere, accettare e pazientemen­te correggere i difetti. Malessere emotivo. Quando il passato è sistemato le sfide presenti possono essere fronteggiate. Varietà d’inventari. Collera, risentimenti, gelosia, invidia, autocompassione e orgoglio ferito hanno condotto alla bottiglia. Primo obbiettivo: l’autocontrollo. Garanzia contro il «sentirsi superuomini». Consideriamo non solo i crediti ma anche i debiti. Analisi delle motivazioni.

Undicesimo Passo

“Abbiamo cercato, attraverso la preghiera e la meditazione, di migliorare il nostro contatto cosciente con Dio, come noi potemmo concepirLo, pregandoLo solo di farci conoscere la sua volontà nei nostri riguardi e di darci la forza di eseguirla”.

Meditazione e preghiera sono i canali principali verso il Potere Superiore. Connessione tra autoa­nalisi, meditazione e preghiera. Un’incrollabile base per la vita. Come mediteremo? La meditazio­ne non ha limiti. Un’avventura individuale. Il primo risultato è l’equilibrio emotivo. Che cosa dire della preghiera? Preghiere quotidiane per capire la volontà di Dio e avere la grazia di realiz­zarla. Gli effetti benefici della preghiera sono fuori discussione. Ricompense della meditazione e della preghiera.

Dodicesimo Passo

“Avendo ottenuto un risveglio spirituale come risultato di questi Passi, abbiamo cercato di trasmettere questo messaggio agli alcolisti e di mettere in pratica questi principi in tutte le nostre attività”.

Il tema del Dodicesimo Passo è la «gioia di vivere. Azione è la sua parola chiave. Un donare che non pretende ricompensa. Un amore che non ha il car­tellino del prezzo. Che cos’è il risveglio spirituale? Una nuova dimensione di conoscenza e di esistenza viene ricevuta come dono gratuito. La prontezza a ricevere il dono si trova nel mettere in pratica i Dodici Passi. La splendida realtà. Ricompense dall’aiutare altri alcolisti. Forme di lavoro da Dodicesimo Passo . Problemi del lavoro da Dodicesimo Passo. Che dire della pratica di tutti questi principi in tutti i campi della nostra vita? La noia, il dolore e le disgrazie trasformati in cose positive dalla pratica dei Passi. Difficoltà nel praticarli. Bipassismo. Smettere di fare il bipassismo e dimostrazioni di fede.La crescita spirituale è la risposta ai nostri problemi. Collocare al primo posto la crescita spirituale. Dominio ed eccessiva dipendenza. Impostare le nostre esistenze sul fondamento del dare e ricevere. Dipendenza da Dio necessaria al recupero degli alcolisti. «Praticare questi principi in tutti i campi della nostra vita». Rapporti domestici in A. A.. Cambiamo i punti di vista sugli affari materiali. Come muta l’opinione sulla propria importanza personale. Gli istinti restituiti al loro vero scopo. La comprensione è la chiave per atteggiamenti giusti, l’agire giusto è la chiave per uno stile di vita positivo.


 






12 TRADIZIONI

Le Dodici Tradizioni

Prima Tradizione

“Il nostro comune benessere dovrebbe venire in primo luogo; il recupero personale dipende dall’unità di A.A”.

Senza unità A.A. muore. Libertà individuale ma grande unità. Chiave del paradosso: la vita di ogni A.A. dipende dall’obbedienza a principi spirituali. Il Gruppo deve sopravvivere, altrimenti il singolo non vivrà. Il comune benessere viene per primo. Come vivere e operare meglio insieme, come Gruppi.

Seconda Tradizione

“Per il fine del nostro Gruppo non esiste che una sola autorità ultima: un Dio d’Amore, comunque Egli possa manifestarsi nella coscienza del nostro Gruppo. I nostri capi non sono altro che dei servitori di fiducia; essi non governano”.

Da dove prende A.A. la sua guida? L’unica autorità in A.A. è un Dio amorevole, comunque Egli possa manifestarsi nella coscienza del Gruppo. Formazione di un Gruppo. Pene della crescita. I comitati rotanti sono i servitori del Gruppo. I capi non governano, rendono servizio. A.A. possiede un gruppo dirigente vero e proprio? «Vecchi statisti» e «Diaconi sanguinanti». Parla la coscienza di Gruppo.

Terza Tradizione

“L’unico requisito per essere membro di A.A. è il desiderio di smettere di bere”.

L’intolleranza iniziale basata sulla paura. Togliere a un qualsiasi alcolista la possibilità di aderire ad A.A., significava talvolta la sua condanna a morte. Regolamenti associativi abbandonati. Due esperienze come esempio. Se si dichiara tale, qualsiasi alcolista è membro di A.A..

Quarta Tradizione

“Ogni Gruppo dovrebbe essere autonomo tranne che per le questioni riguardanti altri gruppi oppure A.A. nel suo insieme”.

Ogni Gruppo tratta i propri affari come preferisce, tranne quando A.A. è minacciata nel suo insieme. Tale libertà è pericolosa? Il Gruppo, come il singolo, deve alla fine conformarsi ai principi che garantiscono la sopravvivenza. Due segnali di pericolo: il Gruppo non dovrebbe fare nulla che danneggi A. A. nel suo insieme, né dovrebbe affiliarsi a interessi estranei. Un esempio: il “Centro A.A.” che non funzionò.

Quinta Tradizione

“Ogni Gruppo non ha che un solo scopo primario: trasmettere il suo messaggio all’alcolista che soffre ancora”.

Meglio fare bene una cosa sola che molte male. La vita dell’Associazione dipende da questo principio. La capacità di ogni A.A. d’identificarsi col nuovo arrivato e a aiutarlo nel recupero è un dono di Dio.. trasmettere agli altri questo dono è il nostro unico scopo. La sobrietà non può essere mantenuta se non viene condivisa.

Sesta Tradizione

“Un Gruppo di A.A. non dovrebbe mai avallare, finanziare o prestare il nome di A.A. ad alcuna istituzione similare od organizzazione esterna, per evitare che problemi di denaro, di proprietà e di prestigio possano distrarci dal nostro scopo primario”.

L’esperienza ha dimostrato che non potevamo avallare alcuna iniziativa analoga, fosse pure buona. Non potevamo essere tutto per tutti gli uomini. Abbiamo compreso di non potere prestare il nome di A.A. ad alcuna iniziativa estranea

Settima Tradizione

“Ogni Gruppo dovrebbe mantenersi completamente da solo, rifiutando contributi esterni”.

Nessuna delle Tradizioni di A.A. fu causa, come questa, di problemi. Povertà collettiva, agli inizi, come condizione necessaria. Timore dello sfruttamento. Necessità di separare lo spirituale dal materiale. Decisione di mantenersi soltanto con i contributi volontari degli A.A.. Attribuire direttamente ai membri di A.A. la responsabilità del finanziamento dei Servizi Generali. La politica economica dei Servizi Generali è di pareggiare le spese correnti, più una prudente riserva.

Ottava Tradizione

“Alcolisti Anonimi dovrebbe rimanere per sempre non professionale, ma i nostri centri di servizio potranno assumere degli impiegati appositi”.

 Non si possono mischiare il Dodicesimo Passo e le questioni economiche. La linea di separazione tra il lavoro volontario del Dodicesimo Passo e i servizi a pagamento. A.A. non potrebbe esistere senza degli impiegati a tempo pieno. Gli impiegati professionali A.A. non sono degli A.A. professionali. Rapporti di A.A. con l’industria, la scuola ecc... Il lavoro del Dodicesimo Passo non viene mai retribuito, ma coloro che prestano servizio per noi, meritano la loro retribuzione.

Nona Tradizione

“A.A., come tale, non dovrebbe mai essere organizzata; ma noi possiamo costituire dei consigli di servizio o comitati, direttamente responsabili verso coloro che essi servono”.

Comitati e consigli di servizio speciali. La Conferenza dei Servizi Generali, il Consiglio dei Fiduciari e i Comitati di Gruppo non possono imporre direttive ai membri o ai Gruppi di A.A.. Gli A.A. non possono essere comandati, né individualmente né collettivamente. La mancanza di coercizione funziona perché, se ogni A.A. non segue i Passi consigliati per il recupero, firma egli stesso la propria condanna a morte. Tali condizioni sono valide anche per il gruppo. Sofferenza e amore sono le fonti della disciplina di A.A.. Differenza tra spirito di autorità e spirito di servizio. Lo scopo dei nostri Servizi è di rendere la sobrietà a portata di tutti coloro che la desiderano.

Decima Tradizione

“Alcolisti Anonimi non ha opinioni su questioni esterne, di conseguenza il nome di A.A. non dovrebbe mai essere coinvolto in pubbliche controversie”.

Alcolisti Anonimi non prende posizioni in alcuna controversia pubblica. La riluttanza a polemizzare non è una virtù speciale. La sopravvivenza e l’espansione di A.A. sono i nostri scopi principali. Lezioni imparate dal movimento dei Washingtoniani.

Undicesima Tradizione

“La politica delle nostre relazioni pubbliche è basata sull’attrazione più che sulla propaganda; noi abbiamo bisogno di conservare sempre l’anonimato personale a livello di stampa, radio e filmati”.

Le relazioni pubbliche sono importanti per A.A.. Buone relazioni pubbliche salvano delle vite. Facciamo della pubblicità ai principi di A.A., non ai suoi membri. La stampa ha collaborato. L’anonimato personale a livello pubblico è la pietra angolare della politica delle nostre relazioni pubbliche. L’Undicesima Tradizione è un permanente promemoria che l’ambizione personale non trova posto in A.A.. Ogni membro diventa un solerte custode della nostra associazione.

Dodicesima Tradizione

“L’anonimato è la base spirituale di tutte le nostre Tradizioni, che sempre ci ricorda di porre i princìpi al di sopra delle singole personalità”.

La base spirituale dell’anonimato è il sacrificio. Il subordinare gli scopi personali al bene comune è l’essenza di tutte le Dodici Tradizioni. Perché A.A. non poteva restare una Società segreta. I principi precedono le personalità. Un 100% di anonimato a livello pubblico. L’anonimato è vera umiltà.

 






- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - GLI EFFETTI DELL’ALCOOL - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

L’alcolismo è una malattia incurabile (nel senso che si può solo fermare, come il diabete) e mortale.

Progressiva dunque. Vediamone il decorso, che può essere stabilito attraverso una serie di sintomi. Non tutti gli alcolisti sperimentano questi Sintomi con lo stesso grado di intensità o esattamente nello stesso ordine. Lo schema che vi presentiamo illustra come si sviluppa la malattia nella maggior parte dei casi. Non vi è limite di tempo per nessuna fase o sintomo. Alcuni pas­sano lentamente o metodicamente attraverso tutti gli stadi men­tre altri possono bruciare le tappe in breve tempo.

Nella maggior parte dei casi, dal momento in cui una persona comincia a perdere il controllo al momento in cui passa alle ultime fasi dell’alcolismo occorrono in media 15 anni per gli uomini e sette/otto anni per le donne.

Fondamentalmente l’alcolista passa attraverso tre stadi o fasi:

A)      -  Stadio o fase iniziale o pre-alcolica

B)      -  Stadio o fase acuta o cruciale

C)      -  Stadio o fase cronica o finale

 

A - FASE INIZIALE O PRE-ALCOLICA

1)             Prime amnesie

2)             Si beve furtivamente

3)             Preoccupazione per bere

4)             Si beve a lunghi sorsi

5)             Si evita di parlare del bere

6)             Amnesie frequenti

Nella fase iniziale o pre-alcolica: le mani­festazioni di intossicazione non sono gravi e sono limitate alle ore serali, eccettuate forse le occasioni particolari come week­ends, ecc. Il bere non è ancora troppo smodato.

 

B - LA FASE ACUTA O CRUCIALE

  7)           Perdita di controllo

  8)           Ricerca di alibi

  9)           Rimproveri da parte dei fa­miliari

10)           Stravaganze

11)           Aggressività

12)           Rimorsi persistenti

13)           Inutili tentativi di smettere di bere

14)           Cambiamento di abitudini

15)           Perdita degli amici e del lavoro

16)           Primo ricovero ospedaliero

17)           Risentimenti

18)           Fuga geografica

19)           Si nasconde il rifornimento di alcool

 20)           Si beve al mattino

Nella fase acuta o cruciale: le manifesta­zioni da intossicazione sono re­golari ma limitate alle ore se­rali con qualche  mal di testa il giorno dopo. In questa fase si sviluppano due metodi: un sistema di razionalizzazione o difesa o scuse per il proprio desiderio di continuare a bere ed un sistema di isolamento per cui l’individuo si ritrae da tutti gli amici e dalla famiglia e diventa un bevitore solitario.

 

C -  ULTIMA FASE O FASE CRONICA

21)         Si prende la prima  sbornia “lunga”.

22)         Decadimento morale

23)         Paure indefinibili

24)         Tremori

25)         Inquietudini religiose

 26)         Collasso

Nella fase cronica o finale: si beve per neutralizzare i sintomi del bere finendo così in un circolo vizio­so. Fino a questo momento la domanda era: Potrà il mio be­re Influire sulle mie attività?.. Ma da questo punto in poi la domanda è: Le mie attività po­tranno influire sul mio bere? .. Prima di entrare nella fase pre­alcolica si verifica un aumento di tolleranza per l’alcool. Nella fase cronica si nota una dimi­nuzione di questa tolleranza.

 

E’ un quadro drammatico? Certo, drammaticissimo, nella sua crudele essenzialità. Ma i non alcolisti non sapranno mai quanto è angosciosa la vita del malato di alcolismo.

Gli alcolisti sono forse le persone più sole del mondo. Bere smodatamente isola una persona al punto che la sua unica com­pagnia rimane la bottiglia. Gli alcolisti sono denunciati, trattati come bambini, condannati, derisi dai loro amici e familiari. Sono tollerati, evitati e ignorati da tutti gli altri. Sono interrogati e os­servati da psichiatri e da medici. Quelli che li amano li supplica­no. li minacciano e mentono quando parlano di loro. Gli uomini di chiesa fanno loro delle prediche e pregano per loro.

Eppure tutto questo non ha nessun effetto sul comportamento dell’alcolista. Egli continua a trovare sollievo e con­forto solo nella bottiglia, dove trova rifugio dalla sua solitudine e il coraggio di vendicarsi di quelli che egli crede essere i suoi ne­mici. Il sollievo però è solo temporaneo e per questo breve sol­lievo la bottiglia esige da lui un pedaggio spaventoso. Pretende il suo tempo, la sua dignità, il suo denaro, la sua casa, la sua fami­glia, il suo lavoro e i suoi amici. Quando egli ha perduto tutto que­sto, la bottiglia lo lascia sguazzare nella sua povertà e nella sua auto-commiserazione, alla mercé del suo desiderio insaziabile.

Egli rimane solo, sconfitto e impaurito; solo con la sua soli­tudine, solo con la sua nudità, solo con il suo rimorso, i suoi dubbi, il suo scoraggiamento; porta il peso dei suoi tormenti, straniero in una terra straniera, cercando disperatamente una compagnia. Privarlo della bottiglia e non dargli niente per aiutarlo nella sua sofferenza sarebbe un atto di crudeltà. È in questo momento che A.A. si può inserire nel quadro, per sostituire la bottiglia, coprire la sua nudità, ed alleviare il suo senso dl inutilità e di sconfitta.

Quando l’alcolista scopre, per mezzo di A.A., che altri hanno sofferto come lui e sono pronti ad aiutarlo, la sua solitudine sarà in gran parte superata. L’amicizia e la compagnia di A.A. possono sostituire la bottiglia, o per lo meno gliene danno la possibilità.

Questo è, in sintesi, il “magico” meccanismo terapeutico di Alcolisti Anonimi.

Ma che cos’è A.A.? Ecco la definizione “ufficiale” che viene letta all’inizio di ogni riunione nelle centinaia di migliaia di Gruppi sparsi nei 5 continenti:

Alcolisti Anonimi è un’associazione di uomini e donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune e di aiutare altri a recuperarsi dall’alcolismo.

L’unico requisito per divenirne membri è desiderare di smettere di bere. Non vi sono quote o tasse per essere membri di A.A.; noi siamo autonomi mediante i nostri propri contributi. 

A.A. non è affiliata ad alcuna setta, confessione, idea politica, organizzazione o istituzione; non intende impegnarsi in alcuna controversia, né sostenere od opporsi ad alcuna causa. Il nostro scopo primario è rimanere sobri e aiutare altri alcolisti a raggiungere la sobrietà. 

Ecco, questa è A.A. Chi legge può domandarsi: ma come faccio a sapere se A.A. fa per me? Provi a rispondere sinceramente ed onestamente alle domande che seguono.

 

 1 Lei ha talvolta provato a smettere di bere per una settimana (o più) e constatato poi che non ci riusciva?

 2 Prende in malo modo i consigli di quelle persone che tentano di farla smettere di bere?

 3 Ha già provato a controllare il suo consumo di alcool sosti­tuendo una bevanda con un’altra?

 4 Durante gli ultimi dodici mesi le è accaduto di bere al mat­tino presto?

 5 Invidia quelli che possono bere senza mettersi nei guai?

 6 I problemi derivanti dal suo consumo di bevande alcoliche si sono aggravati in questi ultimi dodici mesi?

 7 Il suo consumo di alcool le ha creato delle difficoltà in casa?

 8 In occasioni in cui le bevande alcoliche sono limitate, tenta di ottenere qualche bicchiere di più?

 9 Contro ogni evidenza, ha continuato ad affermare che sarebbe stato in grado di smettere da solo quando lo avrebbe desi­derato?

10 Durante questi ultimi dodici mesi, lei si è qualche volta as­sentato dal lavoro, a causa del suo consumo eccessivo di alcool?

11 Ha mai avuto dei vuoti di memoria, dopo aver bevuto alcolici?

12 Lei si è mai reso conto che potrebbe ottenere di più dalla vita se non bevesse?

 

Ha risposto di “sì” quattro volte o più?

In questo caso ci sono delle probabilità che lei abbia già delle serie difficoltà con l’alcool, o che possa averne in un futuro più o meno prossimo.

Perché diciamo così?

Unicamente perché le esperienze di decine di migliaia di alcolisti “stabilizzati” ci hanno insegnato qualche verità sui sintomi dell’alcolismo e su noi stessi.

Lei è il solo a poter dire con certezza se A.A. fa per lei. In caso affermativo, saremo lieti di mostrarle come noi stessi siamo riu­sciti a smettere di bere.

Ma se, tuttavia, non vuole ammettere di avere delle difficoltà con l’alcool, lei è nel suo pieno diritto.

Tutto ciò che possiamo suggerirle è di tenere ben d’occhio questa questione.

Quando desidera aiuto da noi, se lo desidera, saremo molto felici di accoglierla amichevolmente fra noi.


 






Ritratto di un alcolista, brano

 

(...)

 

Ogni essere umano, che voglia o no, è alla ricerca di un "assoluto". Dove trovarlo? In Dio per coloro che credono.

 

A un alcolista che entra in AA si presenta un "assoluto" già pronto: il Gruppo. Perché il gruppo rappresenta il mondo come lo vorrebbe l'alcolista. Perché il gruppo non giudica mai e, di conseguenza, ristabilisce un legame tra l'alcolista e gli altri. Nel gruppo AA si apprende ad ascoltare e a provare le emozioni degli altri, a sentire benevolenza, a rifiutare di giudicare, a vivere secondo la filosofia del gruppo stesso. S'impara infine ad aiutare sé stessi aiutando gli altri.

 

Agli atei e agli agnostici, quando nei Dodici Passi sentiranno parlare di un Potere Superiore, consigliamo di fare del gruppo o dell'intera AA il loro Potere Superiore. Il gruppo è qualcosa di più della somma dei singoli AA. Nel gruppo vive l'esperienza di migliaia e migliaia di alcolisti recuperati: si può ragionevolmente avere un po' di fede nel gruppo.

 

AA è frequentata da persone delle religioni più diverse o di nessuna religione: si ammette quindi la massima tolleranza di dottrine e credenze.

 

In A A vengono proposte dodici progressive tappe sulla via del miglioramento della nostra personalità, e ognuna di esse richiede riflessione e superamento prima che si passi alla successiva. Sono i nostri 12 Passi per il recupero, che trovate elencati qui a destra.

 

In AA non si predica, le prediche rimangono parole: si danno esperienze e testimonianze. Ognuno parla di sé, non degli altri. Non aspiriamo tanto a cambiare gli altri e le circostanze esterne, quanto ci impegniamo a cambiare noi stessi.

 

Quanto si sa diventa autentica conoscenza quando viene tradotto in pratica.

 

Un nuovo modo di vivere più maturo, più equilibrato, più sereno è nostro se siamo disposti a fare lo sforzo necessario per mettere in pratica il Programma di recupero.

 

Lasciamoci alle spalle il passato, non angosciamoci per il futuro. Viviamo oggi, un giorno alla volta.

 

 

 

 

(Ritratto di un alcolista, pp.19-20)


 

 






Ricordarci del nostro debito con la medicina

     Credere che Alcolisti Anonimi possa curare sempre tutto, compreso l'alcolismo, è falso orgoglio. Al riguardo dobbiamo ricordarci del nostro debito con la medicina

 

Dobbiamo essere sempre disponibili verso ogni sviluppo della medicina e della psichiatria che promette di essere di aiuto ai malati. Dovremmo sempre essere disponibili verso coloro che lavorano nel campo della ricerca sull'alcolismo, sulla riabilitazione e sull'educazione. Non dovremmo appoggiare alcuno in modo particolare ma tenerci pronti a collaborare per quanto possiamo con ciascuno di essi. 

 

Ricordiamoci costantemente che gli esperti in religione sono gli ecclesiastici, gli esperti in medicina sono i medici e noi alcolisti recuperati siamo i loro assistenti.

 

(da "Alcolisti Anonimi diventa adulta", p. 276-277)

 


 






Le dodici Promesse di Alcolisti Anonimi

 1. Se ci sforziamo di fare bene ciò che è richiesto in questo

periodo del nostro lavoro, ci meraviglieremo scoprendo

di aver completato la metà della nostra opera.

 

 2. Conosceremo una nuova libertà e una nuova felicità. 

 

 3. Non ci affliggeremo del passato, ma ci

impegneremo a non dimenticarlo mai.

 

 4. Capiremo cosa significhi la parola serenità

e conosceremo la pace. 

 

 5. Poco importa a quale grado di abiezione siamo scesi,

se constateremo come la nostra esperienza

possa giovare agli altri.

 

 6. Scomparirà ogni idea dell'inutilità della nostra vita e

così pure ogni forma di commiserazione di noi stessi.

 

 7. Perderemo l'interesse per i nostri capricci e ci

dedicheremo al servizio degli altri. 

 

 8. L'egoismo scomparirà. 

 

 9. Le nostre idee sulla vita cambieranno

come dal giorno alla notte. 

 

10. La paura delle persone e la paura dell'insicurezza 

economica ci abbandoneranno.

 

11. Intuiremo come dovremo comportarci di fronte a delle

situazioni che di solito ci sconcertavano. 

 

12. Ci rendiamo conto tutto a un tratto che Dio fa per noi

ciò che noi non riuscivamo a fare da soli. 

 

Noi non pensiamo che si tratti di promesse stravaganti. Si realizzano in mezzo a noi, ora rapidamente, ora lentamente. Siamo certi che si attuano, se ci impegniamo alla loro realizzazione.

 

 

(da "Alcolisti Anonimi", VIº cap., p.82-83)


 

 






Ieri - Oggi - Domani

Ieri, oggi, domani. 

Sono due i giorni della settimana di cui non dovremmo preoccuparci, due giorni che dovrebbero essere tenuti liberi da paure e apprensioni.

Uno di questi giorni è IERI, con i suoi errori e problemi, le sue colpe e delusioni, i suoi dolori e 1e sue pene. IERI è finito per sempre ed è fuori dal nostro controllo. Tutto l'oro del mondo non può riportarci a ieri. Non possiamo cancellare nessuna cosa fatta, né una sola parola detta. IERI è andato via.

L'altro giorno per cui non dovremmo provare ansia è DOMANI, con le sue possibili avversità, le sue grandi promesse non sempre mantenute. Anche DOMANI è fuori dal nostro controllo. Domani il sole sorgerà, in un cielo sereno o pieno di nubi, ma sorgerà. Finché sarà così non vi avremo alcuna parte, dal momento che appartiene al futuro.

Rimane solo l'OGGI.

Ognuno può combattere la battaglia di un solo giorno. È solo quando sommiamo il peso di queste due terribili eternità - IERI e DOMANI - che crolliamo. Non è quello che viviamo OGGI che ci conduce alla follia, è il rimorso o l'amarezza per ciò che è accaduto IERI e la paura di quel che può portare il DOMANI.  —  Viviamo dunque un giorno alla volta!

 

 


 






Brevi dal Grande Libro

  Dopo tutto, i nostri problemi ce li siamo creati noi, le bottiglie non erano che un simbolo. Inoltre, abbiamo smesso di combattere persone e cose, dobbiamo farlo!
(da Alcolisti Anonimi, cap.7 "Lavorare con gli altri")

  Sudditi del Re Alcol, abitanti tremanti del suo folle regno… L'orribile risveglio in cui ci si trovava di fronte gli spaventosi Quattro Cavalieri: il Terrore, lo Smarrimento, la Frustrazione e la Disperazione. 
(da Alcolisti Anonimi, cap.11 "Una prospettiva per voi")

  Non siamo guariti dall'alcolismo. Ciò che noi possediamo veramente è un sollievo contingente, che dipende dal nostro modo di mantenerci spiritualmente in forma. 
(da Alcolisti Anonimi, cap.6 "All'opera")

 Buona volontà, onestà e apertura mentale, sono gli elementi essenziali del recupero. Ma questi sono indispensabili. 
(da Alcolisti Anonimi, Appendice II., "L'esperienza spirituale", in "Biblioteca" su questo sito)

 

 






Manuale di Servizio

Manuale di Servizio di A.A. - Introduzione

Il Servizio in A.A. è sempre e solo finalizzato ad agevolare la trasmissione del Messaggio ed è parte integrante del nostro Programma di recupero: pertanto ogni membro di A.A. - che frequenta abitualmente e, naturalmente, che non beve - dovrebbe svolgere non appena possibile incarichi di servizio, proporzionati al percorso di recupero già effettuato e, verosimilmente, adeguati alle sue personali capacità e attitudini.

Gli elementi che caratterizzano il Servizio in A.A. sono: la Delega, la Responsabilità, la Rotazione e la Sponsorizzazione.

La delega è lo strumento con cui si attribuisce la responsabilità (e la corrispondente autorità di decidere ed agire) di un determinato servizio; si attua attraverso regolari e libere elezioni e alla presenza del candidato servitore. Essendo basata sulla fiducia, presuppone che coloro che delegano non pretendano di controllare costantemente l’operato del delegato, pena la rinuncia al servizio di chi dovrebbe invece essere incoraggiato e ringraziato per il lavoro che volontariamente svolge, non solo per la propria crescita ma per conto di tutti: le verifiche vanno fatte nei tempi giusti e nelle sedi competenti.

La rotazione nel servizio è l’espressione tipica dell’autentica democrazia di A.A. e una presunta carenza di servitori non dovrebbe mai costituire un alibi per vanificarla. Tuttavia essa è destinata a funzionare poco se non si accompagna ad una adeguata sponsorizzazione al servizio e cioè alla preparazione di altri servitori in grado poi di subentrare in quello specifico servizio assicurando così la necessaria continuità; se ciò non si verifica, la rotazione rischia di lasciare sostanzialmente scoperto il servizio e di tradursi in un danno, talvolta grave, per l’Associazione anche perché spesso occorre molto tempo prima che un bravo servitore si formi. Quindi, per evitare che la rotazione da beneficio si traduca in danno per l’Associazione disperdendo il prezioso patrimonio di esperienza acquisito e per assicurare la continuità nel servizio appare quanto mai opportuno che il servitore, una volta esaurito il suo mandato, si renda disponibile a trasmettere il suo bagaglio di esperienza assicurando ogni possibile collaborazione al nuovo servitore e che quest’ultimo richieda e si avvalga della collaborazione offerta.

Il presente Manuale ha lo scopo di fornire utili suggerimenti alle varie strutture per organizzare meglio il loro servizio che va sempre e comunque svolto nel rispetto delle Tradizioni; le quali, peraltro, non dovrebbero mai essere utilizzate come alibi per non fare e soprattutto per non far fare.

Qualche raccomandazione (pratica) agli utenti del Manuale.

Quando ci troveremo ad affrontare situazioni non previste nel Manuale (e sicuramente accadrà) non esitiamo ad affidarci a quella grande linea-guida che si chiama Buon Senso, tenendo a mente che anche il miglior Manuale di Servizio del mondo non potrebbe risolvere alcun problema se venisse a mancare la buona volontà e l’onestà di chi lo deve utilizzare.

Se avremo dubbi sull’opportunità di una certa azione o se temiamo di sprecare i soldi di A.A., poniamoci subito la domanda: quello che sto per fare è veramente utile a trasmettere il Messaggio?

Se i dubbi riguardano il “come” fare non mettiamoci scrupolo di consultare le nostre strutture di servizio (Comitato di Servizio del Gruppo, Area, Servizi Generali); le abbiamo nominate anche per questo.

Poi agiamo con calma, ricordandoci che A.A. ha sempre tempi lunghi e che la fretta non paga mai.

Mettiamo preventivamente nel conto le critiche che ci verranno fatte: in A.A. è assolutamente consueto che ciò accada; piuttosto che rammaricarci, esaminiamole con obiettività e quando le troviamo infondate trasformiamole in occasioni di crescita personale. Preoccupiamoci invece del troppo silenzio o dell’eccessivo consenso: sono entrambi segnali negativi.

Ad ognuno di noi potrà poi capitare di entrare in situazioni di contrapposizione con altri servitori e di essere convinto che le proprie idee siano le migliori, se non le uniche praticabili: in tal caso, ricordiamoci che questo è un atteggiamento tipico di quando eravamo nel problema e che, spesso, un piccolo passo indietro ci consente di fare un grande passo avanti. Quando, invece, crediamo di essere giunti ad un punto morto del confronto, è il momento di prendere tempo e di rinviare ogni decisione (senza però accantonarla). Se poi ci accadrà di incontrarci per la ricerca di un ragionevole compromesso, non scordiamoci di cercare subito le cose che condividiamo e che ci uniscono, lasciando per ultime quelle che ci dividono.

In ogni caso, adeguiamoci di buon grado, e senza ripensamenti, alle decisioni della “Coscienza di Gruppo” perché, quando è ben informata, difficilmente sbaglia. Infine, abbandoniamo la paura di sbagliare ricordando che solo chi non fa non sbaglia mai.

Cerchiamo comunque di sbagliare il meno possibile ! Buon lavoro a tutti !

(Manuale di servizio, edizione precedente)  

       

 

“Abbiamo un gran numero di uomini e donne la cui dedizione, insieme all’affidabilità,
all’immaginazione e alle capacità, ne fa delle persone competenti per tutti gli incarichi di servizio.
Abbiamo solo bisogno di cercare queste persone e dare loro la nostra fiducia.”
 (Bill 1959)


 






Links utili

A.A. in Italia

A.A. nel mondo

Links dipendenze

 

 

A.A. in Italia

 

 

Alcolisti Anonimi Italia

http://www.alcolistianonimiitalia.it/

Numero verde 800-411-406

 

Elenco dei gruppi A. A. in Italia

http://www.alcolistianonimiitalia.it/modules.php?name=bloc_menu6-italia

 

A. A. Area Emilia-Romagna

http://www.alcolistianonimi-emiliaromagna.it

 

A. A. Area Lazio

http://www.aalazio.it

 

A. A. Area Lombardia

http://www.aa-arealombardia.it

 

A. A. Area Marche

http://www.aa-areamarche.it

 

A. A. Area Piemonte

http://www.aa-areapiemonte.it

 

La Letteratura di A. A.

http://www.alcolistianonimiitalia.it/modules.php?name=aa013-letteratura

 
 

 

A.A. nel mondo

 

 

Alcoholics Anonymous ®

http://www.aa.org

sito in inglese, francese, spagnolo

 

Alcoholics Anonymous Continental European Region

http://www.alcoholics-anonymous.eu/index.php

riunioni in lingua inglese e
nelle lingue nazionali in Europa

 

Online Intergroup of Alcoholics Anonymous®

http://www.aa-intergroup.org

struttura di servizio per gruppi online 

 

 

Link correlati alle dipendenze

 

 

Al-Anon - Alateen (adolescenti)

http://www.al-anon.it/homeit.php

numero verde 800-087-897

per familiari e amici di bevitori problematici

 

ACA Italia (ex ACOA)

http://www.aca-italia.com

figli adulti di famiglie alcoliste o diversamente disfunzionali, gruppi in 9 provincie

 

CoDA - Codipendenti anonimi

http://www.codipendenti-anonimi.it

incapacità di creare e mantenere delle relazioni sane

gruppi in 18 provincie

 

Debitori Anonimi 

http://www.debitorianonimi.org

problemi di denaro, debitori compulsivi

riunioni fisiche e telefoniche

 

Emotivi Anonimi 

http://www.emotivianonimi.it

per risolvere e/o gestire i propri problemi emotivi

gruppi in 12 provincie

 

Giocatori Anonimi

http://www.giocatorianonimi.org

giocatori compulsivi, gruppi in 14 regioni

 

Narcotici Anonimi Italia

http://www.na-italia.org

dipendenza da droghe, riunioni in 13 regioni

  

Nic Anon

http://www.nicotina-anonimi.it

dipendenza dalla nicotina

 

OA - Overeaters Anonymous

http://www.overeatersanonymous.it/online/

mangiare compulsivo e/o disordine alimentare 

gruppi fisici e telefonici

 

SLAA - Sesso e Amore Dipendenti Anonimi

http://www.slaafws.org/italian

dipendenti dal sesso e dall'amore

 



 






Meglio un giorno da leoni?

 dal sito www.europeanconsumers.it /

 

Rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici 

 

24/05/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 23 maggio 2018 ( di redazione )

 

IN ITALIA,I CONSUMATORI DI BEVANDE ALCOLICHE SONO 35 MILIONI   

http://www.ilfattoalimentare.it/abuso-di-alcol-rischio-iss.html 

Abuso di alcol, a rischio più di 8,6 milioni di italiani, di cui 1,7 milioni giovani. 

I dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità Beniamino Bonardi 22 maggio 2018          

In Europa, il consumo di alcol rappresenta il terzo fattore di rischio di malattia e morte prematura ( … )

 

LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE DEL SERVIZIO DELLA POLIZIA STRADALE   

https://www.firenzepost.it/2018/05/23/incidenti-stradali-in-aumento-quelli-mortali-67-cause-principali-velocita-alcol-e-distrazione/ 

Incidenti stradali: in aumento quelli mortali (+6,7%). 

Cause principali velocità, alcol e distrazione DI PAOLO PADOIN – mercoledì, 23 maggio 2018 

ROMA – Cinture di sicurezza non indossate, mancato uso del vivavoce o dell’auricolare del telefonino e guida in stato di ebbrezza sono le infrazioni più comuni alla guida riscontrate dalla Polstrada, che nel 2017 ha accertato e verbalizzato oltre 2 milioni di infrazioni.  …  18.103 sono stati i verbali per guida in stato di ebbrezza ( ...  ) 

 

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI  

https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/sfrattata-alcolista-vive-in-strada-1.3931544 

Pesaro, sfrattata e in preda all’alcol. Ecco l’inferno di Marina Dorme per terra, sotto le auto, davanti alla casa di via Morselli in cui viveva di ALESSANDRO MAZZANTI   23 maggio 2018 ore 06:50 

ORMAI SONO DIVENTATI SUOI AMICI 

Molti residenti del centro conoscono e a volte aiutano la 45enne che abitava in via Morselli. Idem gli agenti che fanno servizio vicino a piazzale Carducci. Pesaro, 23 maggio 2018 - 

Distesa come un sacco in mezzo alle auto, schiacciata tra il muro della casa da cui è stata sfrattata, in fondo a via Morselli, e la ruota di una Opel. L’hanno vista in tanti, ieri mattina: i residenti della via, tutti quelli che passavano da lì, poi i bambini che uscivano dalla vicina scuola. E tutti avevano paura che quella Opel partisse all’improvviso e ferisse o uccidesse Marina, 45 anni, una vita persa, da troppo tempo, nel cartone del Tavernello e nei ricordi della sua San Pietroburgo, da dove viene, e del cane Matteo che le faceva compagnia e che ora il Comune ha affidato al canile, dopo averla sfrattata. ( … )  

 

http://www.luccaindiretta.it/cronaca/item/118997-due-minorenni-in-coma-etilico-indagano-i-carabinieri.html 

Minorenni bevono a festa e finiscono in coma etilico Vincenzo Brunelli Martedì, 22 Maggio 2018 

Una festa di compleanno finita nel peggiore dei modi, con i sanitari del 118 intervenuto sul posto e due ragazzi ricoverati in ospedale per tre giorni. È accaduto nelle scorse settimane in un bar e sala ricevimenti di un Comune della Piana di Lucca. Ma a rendere ancora tutto più complicato è il fatto che i due ragazzi finiti in coma etilico, per una grave intossicazione alcolica, sono minorenni. Inevitabili le indagini da parte dei carabinieri, che hanno dovuto trasmettere informativa anche alla procura della Repubblica per le verifiche del caso. Durante i festeggiamenti di un ragazzo tutto stava filando liscio quando due invitati hanno iniziato a sentirsi male. Vomito, nausea, giramenti di testa fino a crampi e dolori e perdita di coscienza. I sanitari del 118 accorsi sul posto hanno effettuato i primi interventi sui due giovani che avevano tutti i sintomi fin troppi evidenti di una sbornia colossale. La corsa in ospedale e poi il risveglio non senza preoccupazioni e ansie. Tre i giorni di prognosi diagnosticati al nosocomio cittadino. Ma i due sono minorenni e quindi i carabinieri hanno avviato le indagini per capire e comprendere eventuali responsabilità da parte degli adulti presenti alla festa e nell’attività commerciale. Chi doveva vigilare, insomma, non lo avrebbe fatto e ora gli inquirenti dovranno stabilire se esistono responsabilità di tipo penale. L’intossicazione alcolica (o esotossicosi) si presenta quando si introducono quantità eccessive di alcol etilico, al punto da danneggiare le cellule e gli organi e compromettono la salute e deriva praticamente dal bere una quantità tossica di alcol in poco tempo. Per questo quando ci sono minori è sempre meglio tenere la guardia molto alta, specie se sono presenti alcolici. 

 

http://www.siracusapost.it/1.66863/cronaca/sicilia-siracusa-provincia-siracusa/1097/priolo-gargallo-stalking-verso-lex-moglie 

Priolo Gargallo, stalking verso l'ex moglie: denunciato operaio 55enne Mer, 23/05/2018 

Ieri sera, in preda ai fumi dell'alcol, ha anche offeso la donna già vittima di violenza fisica e psicologica Si è presentato per l'ennesima volta sotto casa dell'ex moglie, la quale però di lui non ne vuole sapere più nulla. E' solo l'ultimo di una lunga serie di eventi di stalking di cui è vittima una donna, nel mirino della violenza fisica e psicologica dell'uomo il quale era già stato denunciato in passato per maltrattamenti in famiglia. Lui è M.M., operaio siracusano di 55 anni, il quale non si è mai rassegnato della fine del matrimonio. Ieri sera, in preda ai fumi dell'alcol, ha anche offeso la donna la quale ha chiesto l'intervento dei Carabinieri. L’uomo è stato denunciato a piede libero per aver commesso il reato di atti persecutori.  

 

http://www.ladige.it/news/cronaca/2018/05/22/botte-punizioni-patrigno-ragazzina-si-confessa-prof 

Botte e punizioni dal patrigno Ragazzina si confessa col prof Martedì, 22/05/2018 

Un incontro dedicato al tema della legalità le ha dato la forza di parlare e confidarsi con un insegnante. La sinergia messa in campo tra scuola e polizia locale, ha fatto il resto, mettendo fine alla drammatica situazione familiare vissuta da un’adolescente e dalla sorella più piccola. Il compagno della madre, accusato di averle sottoposte a percosse e punizioni, è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia e le ragazzine sono state accolte in una struttura protetta. L’indagine, condotta dagli agenti della polizia locale dell’Alta Valsugana, insieme ai colleghi della polizia locale di Trento, è scattata nei mesi scorsi, dopo che l’adolescente ha raccontato quanto accadeva in casa. Un passo importante, fatto proprio dopo uno degli incontri che gli agenti avevano organizzato in un istituto superiore, per cercare di mettere in guardia i ragazzi dalle trappole della rete, ma anche dai pericoli legati al consumo di droga. Un incontro in cui gli studenti sono stato spronati a non avere paura di raccontare quanto accade loro o di condividere dubbi e paure. Un invito che non è caduto nel vuoto. L’adolescente, in lacrime, ha parlato con un insegnante di quanto accadeva in casa. Ha raccontato delle botte ricevute dal compagno della madre, una persona con problemi di dipendenza da alcol, ma anche dal gioco e delle punizioni che le venivano inflitte. L’uomo l’avrebbe colpita molte volte, usando anche le canalette in plastica usate per coprire i cavi elettrici. Violenze peraltro gratuite, visto che la ragazzina andava bene a scuola e non aveva comportamenti che potessero giustificare la rabbia del «patrigno», secondo quanto emerso dall’indagine.  Altre volte - ha raccontato la vittima - l’uomo la costringeva a stare immobile o in ginocchio contro il muro. E sorte analoga sarebbe toccata alla sorella più piccola. Proprio il desiderio di evitare altre sofferenze alla sorella hanno spinto la ragazza a denunciare quanto succedeva tra le mura familiari. La richiesta di aiuto della studentessa non è rimasta inascoltata e l’insegnante si è rivolto subito alla polizia locale dell’Alta Valsugana che, raccolta la denuncia, ha informato la procura. Con in mano la delega della pm Antonella Nazzaro - che ha poi informato la procura dei minori - e in collaborazione con i colleghi di Trento, gli agenti hanno raccolto tutti gli elementi utili all’indagine: testimonianze, ma anche referti medici di accesso al pronto soccorso. Le ragazzine, infatti, sarebbero ricorse più volte alle cure dei medici, ma le ragioni dell’accesso all’ospedale sarebbero state giustificate con incidenti domestici. Anche l’adolescente è stata sentita in forma protetta, con l’ausilio di una psicologa, che ha ritenuto il racconto fatta dalla minore coerente e attendibile. La sua testimonianza, unita agli elementi raccolti dagli inquirenti, hanno portato alla decisione di allontanare le due sorelle dall’abitazione: entrambe ora si trovano in una struttura protetta. Il compagno della madre deve rispondere di maltrattamenti in famiglia.  

 

https://picchionews.it/cronaca/travolto-e-ucciso-a-26-anni-l-investitore-positivo-all-alcol-test Travolto e ucciso a 26 anni: l'investitore positivo all'alcol test 22/05/2018  

È morto sul colpo Federico Dottori, il ventiseienne di Loreto investito all'alba di domenica a Scossicci (leggi l'articolo). Il medico legale ha infatti accertato che Dottori, travolto alle spalle da una Skoda guidata da un 22enne anche lui di Loreto è deceduto nel tremendo impatto con l'auto. Il giovane investitore è risultato positivo all’accertamento etilometrico effettuato col precursore ed è stato portato in ospedale per essere sottoposto alle analisi del sangue e delle urine. Ora è indagato per omicidio stradale e guida in stato di ebbrezza. 

 

All'interno della Rassegna Stampa vengono pubblicati gli articoli di altre testate giornalistiche complete di eventuali nomi propri di persone coinvolte nei fatti. Europeanconsumers non vuole mettere alla gogna nessuno, pertanto chiunque voglia cancellare il proprio nome da un articolo pubblicato potrà farlo semplicemente mandando una mail a info@europeanconsumers.it indicando il proprio nome e l'indirizzo dell'articolo in questione.






Meglio un giorno da leoni II.?

 dal sito www.europeanconsumers.it /

 

Rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici 

 

22/05/2018 - rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici 

del 22 maggio 2018 

( di redazione )

 

PICCHIO NEWS 

Travolto e ucciso a 26 anni: l'investitore positivo all'alcol test 

È morto sul colpo Federico Dottori, il ventiseienne di Loreto investito all'alba di domenica a Scossicci. Il medico legale ha infatti accertato che Dottori, travolto alle spalle da una Skoda guidata da un 22enne anche lui di Loreto è deceduto nel tremendo impatto con l'auto. Il giovane investitore è risultato positivo all’accertamento etilometrico effettuato col precursore ed è stato portato in ospedale per essere sottoposto alle analisi del sangue e delle urine. Ora è indagato per omicidio stradale e guida in stato di ebbrezza. 

 

BRESCIA TODAY 

Torna a casa ubriaco, poi il litigio: lo uccide con undici coltellate al petto Così è morto Marino Pellegrini, l'ex agricoltore ed ex camionista ucciso dal figlio adottivo Sebastian Stepinski: l'ipotesi di un raptus di follia dopo l'ennesima lite ( … ) 

 

COMPARTOSANITA.IT 

UBRIACA ALLA GUIDA DI UN’AUTO INVESTE UNA ANZIANA: ARRESTATA, INCARCERATA, LIBERATA, SOTTO PROCEDIMENTO PENALE E DISCIPLINARE Campobasso. Tra le corsie dell’ospedale Cardarelli non è stata una giornata qualsiasi. La notizia dell’arresto di A.R., infermiera di 43 anni che dopo aver travolto un’anziana con la sua auto e averla trascinata per circa 100 metri è scappata, ha sconvolto coloro che lavorano con lei fianco a fianco da anni: i colleghi infermieri, i medici e il resto del personale sanitario. «E’ una brava persona, una professionista integerrima e preparata», confessano a denti stretti attoniti e sgomenti dopo aver letto le cronache dei giornali e aver ascoltato i vari servizi sulle tv locali. A Campobasso non si parla d’altro: l’infermiera è molto conosciuta. Da ieri, 18 maggio, è rinchiusa nel carcere femminile di Benevento inchiodata dalle immagini delle telecamere riviste nella caserma dei Carabinieri e che riprendono quel pezzo di strada che da via Cavour conduce in via Mazzini. Il grave episodio di fronte all’ex palazzo dell’Inail. Nonostante fossero le 3 di notte, l’anziana di 88 anni stava passeggiando sul bordo della strada, in un punto in cui non c’è il marciapiedi. Poi improvvisamente è stata travolta in pieno dall’utilitaria guidata dall’infermiera che pare stesse tornando a casa dopo una cena. Quando la guidatrice si è accorta di aver centrato una persona ha accostato, è scesa per controllare e invece di prestare soccorso ha fatto marcia indietro ed è fuggita. Una scena orribile, interamente ripresa dal sistema di videosorveglianza della caserma di via Mazzini. Ma il video ha comunque consentito alla polizia, giunta sul posto assieme all’ambulanza del 118, di risalire in poche ore alla responsabile dell’investimento. Lesioni gravissime, omissione di soccorso e fuga le accuse principali di cui dovrà rispondere aggravate anche dalla concentrazione di alcol nel suo sangue. (*) L’infermiera, risultata positiva al test alcolemico, sarà sottoposta nelle prossime ore all’interrogatorio di garanzia come richiesto dal pm al gip per la convalida degli arresti e che si svolgerà alla presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Maria Assunta Baranello. Tuttavia, oltre all’iter giudiziario, c’è un altro aspetto di tutta questa vicenda: quello più strettamente professionale. L’Asrem, di cui l’infermiera è dipendente, prepara il procedimento di sospensione dal servizio conseguentemente alla misura cautelare nel momento in cui sarà notificato l’atto. Intanto l’88enne continua a lottare tra la vita e la morte nel Reparto di Rianimazione del Cardarelli dove è stata sottoposta ad un delicatissimo intervento chirurgico. Ha una serie di fratture sul corpo, ma le sue condizioni non sembrano così gravi come ieri. 

 

(*) Nota: essendo scappata, la rilevazione dell’alcolemia è stata fatta a diverse ore dall’impatto, quando già era ampiamente scesa. 

 

MESSAGGERO VENETO 

Notte di alcol ed eccessi L’invasione dei “barbari” Multe a 11 giovani per ubriachezza, 4 feriti in risse. Numeri ridotti rispetto al 2017 

Il sindaco: fatti passi avanti, ma resta il problema culturale di chi cerca solo lo sballo di Viviana Zamarian 

LIGNANO. «Drink, bere, ok?». La caraffa di superalcolico si svuota in pochi minuti. Qualche grido di gioia precede il lancio nella vicina fontana. La prossima è già stata ordinata al barman. Ne seguirà un’altra e un’altra ancora. È una notte che trasuda di alcol quella vissuta sabato a Lignano. E questa Pentecoste, partita sottotono, si accende con migliaia di giovani d’Oltralpe. Le 23 sono passate da poco. In via Centrale, accanto al negozio Bijoux Dany, un ragazzo è disteso a terra. Ubriaco a tal punto da non riuscire a rispondere agli agenti della polizia locale. L’ambulanza avanza tra la folla e lo porta al pronto soccorso di via Tarvisio. All’alba saranno 11 i ragazzi austriaci sanzionati per ubriachezza. E tre i fogli di via con divieto di ritorno per due anni a Lignano notificati: per due giovani coinvolti in aggressioni, uno dei quali ha opposto resistenza a un agente della polizia di Stato. Il terzo, invece, ha sfidato e spintonato il vicecomandante della polizia locale Stefano Blaseotto. Sono le 21.45. Un gruppo di giovani, in via Aquileia, gira trasportando un apparecchio da cui trasmette musica ad alto volume. Viene fermato dal vicecomandante ma lui reagisce e spintona anche un’altra agente. Intanto un connazionale viene fermato mentre, incitato dagli amici, si arrampica su un palo del divieto di accesso. A fine serata saranno quattro le aggressioni. Spintoni e pugni. Due giovani vengono trasferiti all’ospedale di Latisana per una presunta frattura al naso e per un trauma facciale, altri due sono medicati nel pronto soccorso della località. In tutto saranno 13 gli interventi degli operatori del 118 della struttura lignanese. Dalle vie del centro agli appartamenti la festa continua. Nei locali come nelle terrazze con bottiglie e cocktail fai da te. Una ventina le segnalazioni per schiamazzi e grida che arriveranno alla polizia locale coordinata dal comandante Alberto Adami impegnato anche in sequestri di merce abusiva. Le ore scivolano via veloci. Si canta e si balla in strada. La musica nei locali si spegne all’una e mezza. Ma si continua. Notte di controlli delle forze dell’ordine - 70 le persone identificate e 20 i mezzi ispezionati in tre posti di blocco -, notte di sirene, notte di sballo. In piazza Fontana sono schierati gli agenti della polizia di Stato - presente il dirigente del servizio di ordine pubblico, commissario capo Francesco Leo - supportati dai colleghi del reparto prevenzione crimine di Padova, dagli agenti della polizia austriaca, dai carabinieri e dall’associazione nazionale carabinieri. Scatta la segnalazione e si interviene, senza sosta, fino al mattino. No, non è un sabato sera come gli altri. Le fontane e le aiuole transennate, cominciano a riempirsi di rifiuti (va detto, in quantità minore rispetto agli scorsi anni). Nei locali la security evita che ogni situazione degeneri. In piazza Fontana, poco prima delle due, interviene subito quando un giovane lancia una sedia: altri connazionali reagiscono con spintoni e buttando altre sedie ma il responsabile viene individuato in pochi istanti. Alle tre di mattina i giovani si spostano in piazza City. C’è chi dorme sdraiato sul marciapiede, chi sulle aiuole, chi tra i parcheggi. C’è chi aiuta l’amico che ormai si trascina. Il tasso alcolico è alle stelle e l’ambulanza interviene in loro soccorso. Ma non è finita. Continuano, ancora. E ancora bevono. Fino all’alba. E oltre. Alle sette una Fiat riesce a entrare, a tutta velocità a quanto hanno riferito alcuni turisti, nella zona pedonale del lungomare, accanto al cantiere per i lavori di riqualificazione, rovinando una colonnina Telecom e graffiando il muretto di confine con la spiaggia. Dentro c’è un giovane che dorme e che farfuglia di non sapere come è arrivato lì. Dopo aver rimosso il veicolo, si risale ai tre ragazzi che viaggiavano con lui: scatteranno le multe previste dal codice della strada e il pagamento dei danni. Sul posto interviene la polizia locale che nella notte ha sanzionato tre locali: uno in zona City privo delle autorizzazioni per il concerto che aveva organizzato, uno in piazza San Giovanni Bosco dove non è stato rispettato il divieto di fumo al suo interno (sanzione anche per il fumatore) e una pizzeria al taglio in viale Italia per musica a tutto volume alle tre di mattina. Una lunga notte, quella vissuta nella riviera friulana. Di sballo, certo. Anche se la sensazione è che i danni e le situazioni di eccesso siano state contenute rispetto alla scorsa estate. A confermarlo sono i numeri. Nel 2017 tra venerdì e sabato era stati 13 i fogli di via, quest’anno 5, e nella notte di sabato erano state 15 le persone sanzionate per ubriachezza. E questo, per un insieme di fattori. Le misure di sicurezza adottate dalla questura di Udine, la collaborazione dei gestori dei locali sia in termini di sicurezza che di pulizia, le presenze un po’ in calo degli austriaci. A cui si aggiunge la campagna di promozione del sindaco Luca Fanotto e della Lignano Sabbiadoro gestioni, fatta in Austria attraverso la stampa, per veicolare il messaggio di benvenuto a Lignano ma nel rispetto delle regole. «La situazione è migliorata – afferma il primo cittadino – grazie al grande lavoro delle forze dell’ordine e alla collaborazione dei gestori dei locali che hanno recepito le nostre raccomandazioni e quanto era stato scritto nell’ordinanza soprattutto per quanto riguardava la pulizia. Tutti, anche i titolari di alberghi e appartamenti, si sono impegnati a segnalare alle forze dell’ordine comportamenti non corretti e a tenere sotto controllo i loro ospiti». Certo il problema dell’alcol resta. «Credo che questo eccesso e questa voglia di oltrepassare ogni limite sia un problema culturale» conclude. Intanto ieri è iniziata l’ultima giornata di festa. L’allerta resta massima. Mentre i giovani, dopo qualche ora di riposo, ritornano a riempire il centro affollando i locali. Ed è già l’ora della prima ordinazione al barista. 

 

LA VOCE DI NOVARA «

Alcol ai minori e concorrenza sleale: così la movida diventa degrado» Parla Maurizio Lo Vecchio, presidente del Silb Novara e Vco: «Nel week end siamo costretti a lasciar fuori 250-300 persone, perché arrivano all'ingresso già alterate» di Elena Ferrara 

«Il day after della movida è il degrado e l’alcol ai minori di 18 anni e l’abusivismo sono i principali problemi che riguardano i locali da intrattenimento, in tutta Italia e a Novara». ( … )

 

SANITA24 

Stato di ebbrezza: debutta a Milano il film contro le dipendenze 

Si intitola "Stato di ebbrezza" il film che ha avuto il patrocinio del ministero della Salute e due candidature per il miglior film e per il miglior film in lingua italiana al Film festival internazionale che si apre domani a Milano (Miff). La pellicola narra una storia vera. Maria Rossi, attrice e comica di Zelig, dopo un dramma familiare diventa alcolizzata e psicofarmaco-dipendente. Costretta dall'ennesimo incidente automobilistico ad un ricovero in una clinica psichiatrica, inizia un difficile percorso per superare le dipendenze. Al culmine dello sconforto conosce un'altra ragazza malata, Beatrice, con un passato non fortunato e con prospettive pessime. Le due malate diventano amiche, aiutandosi a migliorare la loro situazione, per uscire dai loro problemi. Il film, che verrà distribuito dalla Stemo Production dal 23 maggio 2018, è diretto da Luca Biglione e annovera nel cast, tra gli altri, Francesca Inaudi e Andrea Roncato. Secondo l'ultima relazione del ministero della Salute al Parlamento la prevalenza dei consumatori a rischio alcol è stata nel 2016 del 23,2% per gli uomini e del 9,1% per le donne di età superiore a 11 anni, per un totale di circa 8.600.000 individui (6,1 mln maschi e 2,5 mln femmine) che non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica. L’analisi per classi di età mostra che la fascia di popolazioni più a rischio per entrambi i generi è quelle dei 16-17enni (49,3% maschi, 40% femmine), che non dovrebbero consumare bevande alcoliche e dei “giovani anziani” (65-75 anni). «Pertanto - conclude il rapporto - verosimilmente a causa di una scarsa conoscenza o di consapevolezza dei rischi che l’alcol causa alla salute, circa 800mila minorenni e 2.700.000 ultra sessantacinquenni sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate, persone quindi che necessiterebbero di essere identificate precocemente e sensibilizzate sul loro consumo non conforme alle raccomandazioni di sanità pubblica». 

 

TRENTINO 

Polstrada Trento: 9 casi di alcoltest positivo su 40 controlli Sono proseguiti anche questo fine settimana i controlli finalizzati al contrasto nell’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti da parte della Polizia di Stato 

TRENTO. Proseguono i controlli della Polizia stradale ( … )  Cinque i casi di positività rilevati, uno dei quali non superiore a 0.8 g/l e rientrante quindi nella sola fascia amministrativa. Per altri quattro conducenti trovati positivi all'esame alcolemico, con un tasso compreso tra 0.8 e 1.5 g/l, è scattata la denuncia all'autorità giudiziaria. Rilevate, inoltre, 6 altre infrazioni al codice della strada con decurtazione, in totale, di 52 punti patente. 

 

IL TIRRENO Livorno 

Diciottenne in coma etilico sviene in strada Livorno, il ragazzo trovato nella notte di domenica 20 maggio sul marciapiede a Collinaia dopo aver bevuto troppi alcolici: l’allarme lanciato dai residenti della zona di Gianni Tacchi 

LIVORNO. Sono stati alcuni residenti della zona, per fortuna ancora svegli nel cuore della notte, a sentire il rumore di uno schianto dalla strada e ad affacciarsi alla finestra, vedendo quel ragazzo svenuto sul marciapiede, con il motorino praticamente addosso. E hanno lanciato subito l’allarme, salvando di fatto il diciottenne grazie all’intervento immediato dei soccorritori dell’Svs. Il giovane, dopo aver salutato un amico, si era seduto sul suo scooter tra via di Monterotondo e via di Sant’Alò, a Collinaia, e all’improvviso ha perso i sensi, cadendo per terra con il mezzo che poi è finito sopra di lui. Svenuto perché in coma etilico, come confermano anche dalla centrale operativa del 118, dopo una serata decisamente sopra le righe con tanto, troppo alcol. Il 18enne è stato soccorso dal medico e dai volontari della pubblica assistenza nella notte tra sabato e domenica 20 maggio, intorno alle 2,30. Era sull’asfalto, incosciente a causa dei drink bevuti durante la serata. Prima le cure direttamente sul posto, poi il trasferimento d’urgenza all’ospedale. Il ragazzo è arrivato al pronto soccorso in codice rosso, dunque in condizioni particolarmente critiche, ma le sue condizioni sarebbero migliorate con il passare delle ore. «È fuori pericolo», aggiungono dalla centrale operative del 118, anche se resta sotto osservazione in attesa dell’evoluzione del suo quadro clinico. Il sabato sera con gli amici di sempre, dunque, si è trasformato in un incubo per il diciottenne e anche per i suoi familiari, sotto choc dopo aver saputo del malore del ragazzo. ( … )

 

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