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A te, nuovo amico, nuova amica

Queste “due righe” di presentazione sono dedicate a te, caro amico, nell'intento di raggiungere la parte più profonda e, forse la più dolente, della solitudine che alberga nell'anima di quasi tutti gli alcolisti.
Noi siamo un gruppo di lavoro, siamo un gruppo di alcolisti che si riuniscono con regolarità, al fine di mantenere la loro sobrietà e di accrescerla, e con lo scopo primario di aiutare altri alcolisti a raggiungere la loro sobrietà. Noi ci riuniamo qui secondo quanto scritto nella quarta tradizione nel 1946, ovvero:
“Due o tre alcolisti qualsiasi che si riuniscano per raggiungere la sobrietà possono chiamarsi un gruppo A.A., purché come gruppo non abbiano nessun'altra affiliazione”.
L'enunciato di questa tradizione, verte esattamente in questo modo: « Quarta Tradizione - Ogni gruppo dovrebbe essere autonomo, tranne che per le questioni riguardanti altri gruppi oppure A,A. nel suo insieme. »
Pertanto, se ti senti finalmente accolto, se avverti la nostra stessa liberatoria sensazione di “essere finalmente giunto a casa”, benvenuto.
Con noi potrai cercare di risolvere quel comune problema che per troppo tempo ha inficiato la nostra esistenza, e lo potrai fare mettendo in pratica il programma che Alcolisti Anonimi ci permette oggi di conoscere e ci suggerisce di adoperare.
In ultimo, ci permettiamo di ricordarti una frase di accoglienza che in Alcolisti Anonimi sentirai sovente: “Se vuoi smettere di bere, benvenuto, il problema è anche nostro; se vuoi continuare a bere… il problema è solo tuo”.
Nella speranza di averti fra noi, ti auguriamo: “Serene ventiquattro ore!”.

 

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Nono Passo

Abbiamo tra le mani una lista di tutte le persone che abbiamo offeso e verso le quali vogliamo fare un'ammenda onorevole. Abbiamo fatto questa lista servendoci del nostro inventario personale. Abbiamo esaminato la nostra personalità con grande cura. Ora andiamo a trovare queste persone e ripariamo i danni che abbiamo causato loro nel passato. Cerchiamo di spazzare via le macerie che si sono accumulate a causa dei nostri sforzi di vivere secondo i nostri capricci e di gestire tutto noi. Se non ne siamo capaci, preghiamo fin quando non ci sia concessa la forza necessaria. Ricordiamoci che all'inizio siamo rimasti d'accordo di essere disposti a tutto per ottenere la nostra vittoria sull'alcol…

Il nostro vero scopo è divenire capaci di metterci al servizio di Dio e delle persone che ci circondano nel miglior modo possibile... Può sorgere il problema su come abbordare la persona che abbiamo detestato... È più difficile parlare a un nemico che a un amico, ma ne otteniamo maggiori benefici...

In nove casi su dieci accade l'impensabile. La persona che andiamo a trovare ammette qualche volta i suoi sbagli e allora le divergenze di punti di vista, che duravano da anni, possono scomparire in un'ora. Quasi sempre, progrediamo in modo soddisfacente. I nemici di un tempo talvolta si congratulano con noi e ci fanno gli auguri. A volte, addirittura, si offrono di aiutarci. Tuttavia, non ci sarebbe nulla di strano se qualcuno ci cacciasse dal suo ufficio. Abbiamo fatto le nostre scuse, la nostra parte. Mettiamo una pietra sul passato... 

Ricordiamoci continuamente che abbiamo deciso di fare tutto il possibile per ottenere un'esperienza spirituale, noi domandiamo la forza e le direttive che ci permetteranno di fare il nostro dovere, senza dare peso alle eventuali conseguenze sul piano personale. Non dobbiamo indietreggiare davanti a nulla... 

Ci sono torti che non riusciremo a riparare totalmente. Non dobbiamo preoccuparci, se possiamo dire onestamente che lo faremmo se fossimo in grado di farlo. Se non possiamo andare a visitare alcune persone, allora scriveremo loro una lettera sincera. Talora, possono esserci delle ragioni valide che consigliano di ritardare le nostre scuse. Ma non ritarderemo, se non vi sono ragioni. 

Se ci sforziamo di fare bene ciò che è richiesto in questa fase del nostro lavoro, ci meraviglieremo scoprendo di aver completato la metà della nostra opera. Conosceremo una nuova libertà e una nuova felicità. Non ci affliggeremo del passato, ma ci impegneremo a non dimenticarlo mai. Capiremo cosa significhi la parola serenità e conosceremo la pace.

Poco importa a quale grado di abiezione siamo scesi, constateremo come la nostra esperienza possa giovare agli altri. Scomparirà ogni idea dell'inutilità della nostra vita e così pure ogni forma di commiserazione di noi stessi. Perderemo l'interesse per i nostri capricci e ci dedicheremo al servizio degli altri. L'egoismo scomparirà. Le nostre idee sulla vita cambieranno come dal giorno alla notte. La paura delle persone e la paura dell'insicurezza economica ci abbandoneranno. Intuiremo come dovremo comportarci di fronte a situazioni che di solito ci sconcertavano. Ci renderemo conto, tutto a un tratto, che Dio fa per noi ciò che noi non riuscivamo a fare da soli.

(brani dal VI.capitolo "All'opera")


 

 




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Ricordando quanto sia per noi estremamente importante non isolarci e quanto possa essere di aiuto una telefonata ad un amico AA, si rammenta che la decisione di scambiare numeri telefonici fra membri seguirà il concetto di “libero arbitrio”. Qualora venisse fatto un utilizzo non consono del contatto telefonico questo sito e il gruppo sono esenti da responsabilità


 

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Il nostro metodo

Capitolo 5

Raramente abbiamo visto una persona che, seguendo il cammino percorso da noi, non sia riuscita a vincere l'alcol. I non recuperabili sono quelli che non possono o non vogliono seguire il nostro semplice Programma, di solito persone che per natura sono incapaci di essere oneste con se stesse. Purtroppo, ci sono casi del genere. Non hanno colpa, perché forse sono nate con questa tendenza, sono per natura incapaci di comprendere e sviluppare un sistema di vita che esiga un'onestà rigorosa. Le loro possibilità di recupero sono limitate. Ci sono anche degli individui che soffrono di qualche grave anomalia psichica ed emotiva, ma molti di questi si salvano se hanno la capacità di essere onesti.

Le nostre storie personali mettono in risalto ciò che eravamo, ciò che ci è successo e quello che siamo ora. Se anche voi volete raggiungere ciò che noi abbiamo e se siete disposti a tutto per ottenere i nostri risultati, allora siete pronti a fare certi passi.

Non li abbiamo accettati tutti subito. Pensavamo di poter trovare una via più facile, più morbida. Ma non ci siamo riusciti. Con tutta l'energia e l'onestà che possediamo, vi imploriamo di essere forti e metodici fin dalle prime tappe di questa risalita. Qualcuno ha cercato di attenersi ai suoi vecchi sistemi e il risultato è stato zero finché non li ha abbandonati...

 

"Alcolisti Anonimi", capitolo 5: "Il nostro metodo"


 



 

tema del giorno

Alcolisti Anonimi vista da un medico alcolista (1/3)

La storia del mio alcolismo non ha nulla di caratteristico: è stata un lento scivolare dalla normale condizione di bevitore sociale (per il quale l’alcool è un piacere per il palato o una consuetudine culturale) a quella di bevitore dipendente. Dapprima l’alcool poteva essermi necessario solo per superare particolari stati emotivi, alla fine mi fu necessario semplicemente per continuare a vivere.

Ormai obbligato a bere anche durante il lavoro, il mio alcolismo divenne oggetto di riprovazione per gli altri e per me di angoscia, che tentavo di mitigare con l’assunzione di altro alcool.

Convinto dal mio primario, mi feci ricoverare in una elegante clinica privata, protetto da sguardi indiscreti, con la ferma intenzione di parlare poco di alcolismo e molto di depressione, problemi esistenziali, ecc.

Credo che uno degli aspetti più sconfortanti nel curare un alcolizzato sia questo: rendersi conto che il paziente mente con sistematica costanza e faccia tosta circa il suo problema alcolico. (Molto più tardi in A.A. ho saputo che questo non è un segno di depravazione, ma un sintomo della malattia alcolica).

A chi mi voleva sinceramente curare io fornivo dati falsi indizi fuorvianti, per far apparire l’alcool come un epifenomeno, e non come la sostanza del problema.

Non c’è quindi da stupirsi se le cure non avessero effetto. I ricoveri si susseguirono in ambienti sempre meno esclusivi; dalla camera privata alla corsia comune, fino al lettino volante in corridoio; ero diventato in tutto eguale a quegli alcolizzati-barboni irrecuperabili che io stesso avevo visitato infinite volte prima di perdere il lavoro.

(dall'opuscolo "Alcolisti Anonimi vista da un medico alcolista")


 




Riflessioni giornaliere 16, 17, 18 settembre

SETTEMBRE 16

Resistiamo in piedi - o cadiamo - insieme

 

…nessuna società di uomini e donne ha mai avuto un bisogno più urgente di continua efficienza ed unità permanente. Noi alcolisti capiamo di dover lavorare insieme e stare insieme, altrimenti molti di noi alla fine moriranno da soli.

(Alcolisti Anonimi, pag. 563)

 

Proprio come i Dodici Passi sono scritti in uno specifico ordine per un preciso motivo, così lo sono le Dodici Tradizioni. Il Primo Passo e la Prima Tradizione tendono ad instillare in me abbastanza umiltà da concedermi una possibilità di sopravvivere. Insieme essi rappresentano le fondamenta sulle quali i Passi e le Tradizioni che seguono sono costruiti. È un processo di sgonfiamento dell’io che mi permette, attraverso i Passi, di crescere come individuo e, attraverso le Tradizioni, di crescere come membro attivo di un Gruppo. La piena accettazione della Prima Tradizione mi permette di mettere da parte le mie ambizioni personali le mie rabbie e le mie paure quando esse siano in contrasto con il bene comune, permettendomi così di lavorare con gli altri per la comune sopravvivenza. Senza la Prima Tradizione ho poche possibilità di mantenere l’unità richiesta per lavorare efficientemente con gli altri e potrei perdere le rimanenti Tradizioni, l’Associazione e la mia vita.

SETTEMBRE 17

 

Liberi dalla paura

 

Quando, con l’aiuto di Dio, accettammo con tranquillità la nostra sorte, scoprimmo allora che potevamo vivere in pace con noi stessi e dimostrare ad altri, i quali ancora soffrivano di quelle stesse paure, che anch’essi potevano superarle. Scoprimmo che la libertà dalla paura era più importante della libertà dal bisogno.

(Dodici Passi, Dodici Tradizioni. pag. 184)

 

I valori materiali avevano governato la mia vita per molti anni durante il mio alcolismo attivo. Credevo che tutto quello che desideravo ottenere mi avrebbe reso felice eppure quando l’ho ottenuto mi sono sentito lo stesso un fallito. Quando sono entrato in A.A. ho scoperto un nuovo modo di vivere. Ho imparato a fidarmi degli altri e, come risultato, ho iniziato a credere in un potere più grande di me stesso. La fede mi ha liberato dalla schiavitù dell’io e quando i profitti materiali sono stati sostituiti dai doni dello spirito, la mia vita è diventata governabile. In seguito ho scelto di condividere le mie esperienze con altri alcolisti.

SETTEMBRE 18

 

Condotto con amore al recupero

 

Tutta la nostra filosofia dell’autosufficienza doveva essere accantonata, Tutto ciò non era stato fatto per mezzo della vecchia forza di volontà; si era trattato invece di sviluppare la volontà di accettare questi nuovi fatti della vita. Non siamo fuggiti né abbiamo combattuto. Ma abbiamo accettato. E allora eravamo liberi.

(Il meglio di Grapevine)

 

Posso essere libero dal vecchio io che mi schiavizzava. Ora riconosco e credo nel bene che risiede dentro di me. Capisco di essere stato condotto al recupero dall’amore del mio Potere Superiore, che mi circonda. Il mio Potere Superiore diventa quella sorgente di amore e forza che sta operando un miracolo continuo dentro di me. Sono sobrio ... e riconoscente.

 
 


 




Libertà di Scegliere

Guardando indietro, noi vediamo che la nostra libertà di scegliere, in realtà non era una vera libertà. Quando scegliamo perché “dobbiamo”, questa non è libera scelta. Comunque può aiutarci a partire nella direzione giusta.

Quando scegliamo perché “dovremmo”, possiamo realmente fare di meglio. Questa volta stiamo veramente guadagnandoci un po’ di libertà, preparandoci ad averne sempre di più. Ma quando, ora e più avanti, noi possiamo fare le scelte giuste senza coercizione o conflitto, allora abbiamo la prima visione di cosa sia la libertà perfetta nella volontà di Dio.

Grapevine, maggio 1960


 




Nessun rimpianto

Non ci affliggeremo del passato, ma ci impegneremo a non dimenticarlo mai.

(Alcolisti Anonimi, pag. 95)

 

Una volta divenuto sobrio, iniziando a riconoscere in quale stato disastroso fosse ridotta la mia vita, sono stato sopraffatto da insostenibili rimorsi e sensi di colpa. Il Quarto ed il Quinto Passo mi hanno enormemente aiutato a guarire dal rimorso. Ho imparato che il mio egocentrismo e la mia disonestà derivavano in gran parte dal bere, e che bevevo perché ero un alcolista. Ora capisco che persino la più spiacevole delle mie passate esperienze può trasformarsi in un bene prezioso perché, da alcolista sobrio, posso condividerla ed aiutare quindi gli altri alcolisti, in particolare i nuovi venuti.

Ormai da parecchi anni sobrio in A.A., non rimpian­go più il passato; sono grato di essere cosciente dell'amore di Dio e dell’aiuto che posso dare agli altri nel Gruppo.  

(Riflessione giornaliera 14 gennaio)


 




Le promesse di AA

 

(...) ritti sulle nostre gambe, senza l'appoggio di nessuno e non ci inchiniamo davanti a nessuno.

Se ci sforziamo di fare bene ciò che è richiesto in questa fase del nostro lavoro, ci meraviglieremo scoprendo di aver completato la metà della nostra opera. Conosceremo una nuova libertà e una nuova felicità. Non ci affliggeremo del passato, ma ci impegneremo a non dimenticarlo mai. Capiremo cosa significhi la parola serenità e conosceremo la pace. Poco importa a quale grado di abiezione siamo scesi, constateremo come la nostra esperienza possa giovare agli altri. Scomparirà ogni idea dell'inutilità della nostra vita e così pure ogni forma di commiserazione di noi stessi. Perderemo l'interesse per i nostri capricci e ci dedicheremo al servizio degli altri. L'egoismo scomparirà. Le nostre idee sulla vita cambieranno come dal giorno alla notte. La paura delle persone e la paura dell'insicurezza economica ci abbandoneranno. Intuiremo come dovremo comportarci di fronte a situazioni che di solito ci sconcertavano. Ci renderemo conto, tutto a un tratto, che Dio fa per noi ciò che noi non riuscivamo a fare da soli.

Sono promesse stravaganti? Noi pensiamo di no. Si realizzano in mezzo a noi, ora rapidamente, ora lentamente. Siamo certi che si attuano, se ci impegniamo alla loro realizzazione. 

Questa riflessione ci conduce al Decimo passo che ci suggerisce (...)

(brano dal Grande Libro, VI.cap., "All'opera", p.82-83)


 




Preghiera del Settimo Passo

   ... Se siamo ancora attaccati a qualcosa che non vogliamo abbandonare, noi domanderemo a Dio di aiutarci a lasciarla. Quando siamo pronti, diciamo pressappoco così:

   "Mio Creatore, ora voglio che Tu diventi il Signore di tutto il mio essere, delle mie parti buone e di quelle cattive. Ti domando di spazzare via ogni singolo difetto di carattere che m'impedisce di essere utile a Te e ai miei amici. Fin d'ora dammi la forza di fare la Tua Volontà. Amen".

   Abbiamo così completato il Settimo Passo.


(da "Alcolisti Anonimi" p.75)


 




Aiutare sé stessi aiutando gli altri

Nel gruppo AA si apprende ad ascoltare e a provare le emozioni degli altri, a sentire benevolenza, a rifiutare di giudicare, a vivere secondo la filosofia del gruppo stesso. S'impara infine ad aiutare sé stessi aiutando gli altri.

Agli atei e agli agnostici, quando nei Dodici Passi sentiranno parlare di un Potere Superiore, consigliamo di fare del gruppo o dell'intera AA il loro Potere Superiore. Il gruppo è qualcosa di più della somma dei singoli AA. Nel gruppo vive l'esperienza di migliaia e migliaia di alcolisti recuperati: si può ragionevolmente avere un po' di fede nel gruppo.

AA è frequentata da persone delle religioni più diverse o di nessuna religione: si ammette quindi la massima tolleranza di dottrine e credenze.


 




Elementi essenziali del recupero

Buona volontà, onestà e apertura mentale, sono gli elementi essenziali del recupero. Ma questi sono indispensabili.

(dal "Grande libro" - Alcolisti Anonimi, p.392)






"Il gruppo, dove tutto comincia"

Ogni gruppo ha le proprie caratteristiche e i modi di portare il messaggio della sobrietà variano non solo da gruppo a gruppo ma anche da luogo a luogo. Agendo autonomamente, ogni gruppo traccia la propria rotta. Quanto meglio sono informati i membri, tanto più forte e unito è il gruppo, e tanto maggiore è la certezza che, quando un nuovo arrivato chiede aiuto, la mano di AA sarà sempre presente.

La maggior parte di noi non può recuperarsi senza un gruppo. Come disse Bill, “il comprendere rivela ad ogni membro che egli non è che una piccola parte di un grande insieme… Egli apprende che il tumulto dei desideri e delle ambizioni che lo agitano deve essere messo a tacere quando potrebbe danneggiare il gruppo. Risulta evidente che il gruppo deve sopravvivere o l’individuo non sopravvivrà”.

(dall'opuscolo "Il  gruppo, dove tutto comincia")


 




Bella scoperta!

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